Sesso e favori, pm in carcere
- Redazione

- 7 dic 2018
- Tempo di lettura: 3 min

LECCE/FERMATO EMILIO ARNESANO: AIUTAVA LE AVVOCATESSE COMPIACENTI A VINCERE I PROCESSI
POTENZA. Soggiorni vip con annesse battute di caccia, sesso, uno sconto fantastico per comprare la barca, agevolazioni per "saltare la fila" in occasione di visite mediche o interventi, per sé o per parenti e "amiche": questi i favori - non necessariamente nell'ordine - ricevuti dal pubblico ministero di Lecce Emilio Arnesano, finito in carcere ieri per decisione del gip di Potenza, a conclusione di un'inchiesta della Procura della Repubblica del capoluogo lucano. Oltre ad Arnesano, in carcere è finito anche Carlo Siciliano, dirigente dell'Asl di Lecce. Inoltre, il gip ha disposto gli arresti domiciliari per quattro persone: altri tre dirigenti della stessa Asl salentina - Ottavio Naracci (direttore generale), Giorgio Trianni e Giuseppe Rollo - e l'avvocato Benedetta Martina. Infine, divieto di dimora a Lecce per un altro avvocato, Salvatore Antonio Ciardo. Tutto è cominciato con una segnalazione della Procura di Lecce a quella di Potenza, competente ad indagare sui reati commessi dai colleghi salentini. L'argomento? Un provvedimento di dissequestro della piscina di Trianni, "con successiva archiviazione della notizia di reato". In cambio, Arnesano ha ottenuto "un soggiorno per annesse battute di caccia". Ieri, il gip di Potenza ha sequestrato la piscina, oggetto del "mercimonio" tra il pm di Lecce e Giorgio Trianni, insieme a una barca di 12 metri e a 18 mila euro del pubblico ministero, "in quanto profitto del reato di corruzione". Ma proprio da quella vicenda sono partite le indagini che, in circa quattro mesi, hanno fatto emergere l'"ampio spettro di delitti commessi con abusi e vendita delle proprie funzioni da parte del magistrato". Arnesano, "con modalità continue e stabili", sarebbe stato protagonista di "ulteriori episodi di corruzione in atti giudiziari, induzione a dare o promettere utilità a pubblico ufficiale e abuso di ufficio". Due i capitoli: "incontri sessuali" e "altri favori". Per quanto riguarda gli incontri sessuali, si tratta di quelli fra Arnesano e l'avvocato Benedetta Martina, visto che fra i due vi era "un rapporto corruttivo, consolidato e duraturo". Il pm "pilotava procedimenti in cui gli indagati erano assistiti" dall'avvocato Martina e in cambio riceveva "prestazioni sessuali". In un caso, sottolineano gli inquirenti, l'avvocato ha chiesto l'aiuto del pm per far superare la prova orale dell'esame di avvocato a Federica Nestola, sua collega e amica. Arnesano, "con la finalità di ottenere in cambio prestazioni sessuali tanto da Martina quanto da Nestola", contattava l'avvocato Ciardo, componente della commissione d'esame: in una riunione nel suo ufficio (presenti il pm, Ciardo e Nestola) venivano decise le domande da rivolgere alla candidata. Esame superato.Arnesano ha chiesto prestazioni sessuali, si apprende ancora dagli inquirenti, anche all'avvocato Manuela Carbone, che gli aveva chiesto di intervenire in suo favore con il presidente del collegio di disciplina dell'Ordine degli avvocati di Lecce, Augusto Conte. Anche in questo caso c'è stato un incontro e la richiesta "veniva avanzata ed accettata". Capitolo "altri favori". A Siciliano, Naracci, Trianni e Rollo (quest'ultimo primario ortopedico all'ospedale "Fazzi" di Lecce), Arnesano ha garantito "l'esito positivo di procedimenti giudiziari a carico". In cambio avrebbe ottenuto "diverse utilità", tra le quali la barca di 12 metri vendutagli proprio da Siciliano a prezzo "di gran lunga inferiore a quello di mercato", con "prezzo simbolico" indicato nell'atto di acquisto e con un pagamento in "mazzette di denaro contante", sulla cui provenienza sono in corso accertamenti da parte degli investigatori. Il pm, inoltre, pubblica accusa in udienza in un processo a carico di Naracci, avrebbe messo in atto una "strategia processuale" per fargli ottenere l'assoluzione (riuscendoci). Non è finita: Arnesano avrebbe avuto anche "trattamenti di favore" da parte dei dirigenti dell'Asl di Lecce "nella prenotazione di visite mediche, di interventi per familiari e nelle visite a proprie amiche". Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha detto di aver "preso atto dell'ordinanza" di voler "specificare che nessuno dei capi di imputazione ha a che fare con le attività dell'Asl di Lecce"
















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