Settimana decisiva per Whirlpool, presidi in tutta Italia
- Redazione
- 4 giu 2019
- Tempo di lettura: 2 min
di Maria Chiara Furlò

A rischio cessione lo stabilimento di Napoli. Oggi alle 15 tavolo al Mise con DiMaio
ROMA. Picchetti, scioperi, assemblee dei lavoratori. Per il futuro delle quattrocentoventi persone alle dipendenze dello stabilimento Whirlpool di Napoli - a rischio cessione dopo l'annuncio fatto dall'azienda venerdì scorso - si stanno mobilitando anche i colleghi delle altre sedi sparse per l'Italia. D'altronde, con l'assemblea di ieri promossa da Fim, Fiom e Uilm e soprat- tutto con l'incontro del 4 giugno al Mise - in cui il ministro Luigi Di Maio chiederà spiegazioni all'azienda - si apre per questa vertenza una settimana decisiva. Per l'occasione, a Roma, a presidiare la sede del ministero ci saranno almeno mille persone, tra operai e loro familiari in partenza da Napoli anche con 8 autobus, mentre prosegue ormai da quattro giorni il sit-in dei lavoratori in fabbrica. Per sostenere i sindacati in vista del tavolo di crisi, pure a Fabriano (Ancona), i lavoratori Whirlpool hanno indetto due giorni di mobilitazione e uno sciopero di mezz'ora effettuato ieri e di un'ora e mezza per oggi. Anche gli operai del lo stabilimento di Comunanza (Ascoli Piceno) sono scesi in campo a sostegno della vertenza dei colleghi di Napoli. I manifestanti hanno, infatti, messo in atto un presidio, impedendo l'accesso a impiegati e fornitori. L'attenzione sull'incontro al Mise è quindi molto alta, compresa quella del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha chiesto di essere presente alle trattative "perché la città intera considera inaccettabile e indegna la chiusura di Whirlpool". Al tavolo di crisi, i sindacati sperano di assistere a un passo indietro dell'aziende che "deve rispettare l'accordo sottoscritto" lo scorso ottobre - ricorda durante l'assemblea il segretario nazionale della Uilm Gianluca Ficco - la chiusura del sito di Napoli, infatti, "sarebbe una tragedia per i lavoratori e un precedente di una gravità immane". Sulla stessa lunghezza d'onda la segretaria nazionale della Fim, Alessandra Damiani, secondo la quale "nessuno può mettere una croce rossa su questo stabilimento". Dalla segretaria nazionale della Fiom, Barbara Tibaldi, arriva intanto un invito all'unità: "Abbiamo davanti a noi una lotta durissima. Ma dalla disperazione nasce il coraggio e noi siamo pronti ad affrontare questa battaglia. Lo faremo insieme e ad ogni valutazione, ad ogni passo faremo il punto con voi e andremo fino in fondo".
















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