top of page

Sì al bando dei transgender

ESERCITO/LA CORTE SUPREMA DÀ RAGIONE A TRUMP IN ATTESA DEGLI APPELLI



WASHINGTON.DonaldTrump vince un primo round alla Corte suprema sul bando dei transgender nell’esercito, che torna in vigore in attesa dei giudizi d’appello, ma perde quello sulla protezione dei Dreamers (Daca), che resta in vita almeno sino al prossimo giugno perché i giudici non si pronunceranno prima di quel periodo.  In tal modo il presidente perde una leva negoziale per mettere fine allo shutdown, anche se i democratici avevano già respinto l’offerta di una estensione per tre anni della protezione dei Dreamers in cambio dei soldi per il muro col Messico. Tra una vittoria e una sconfitta, entrambe provvisorie, resta aperta la sfida con la speaker della Camera Nancy Pelosi, che aveva chiesto al presidente di rinviare il suo discorso per lo State of the Union (previsto il 29 gennaio al Congresso) per problemi di sicurezza legati allo shutdown: il tycoon sembra intenzionato a farlo lo stesso e ha chiesto di mettere a punto i preparativi all’House Sergeant-at-Arms,ildirigentedella Camera responsabile del mantenimento dell’ordine a Capitol Hill. Trump intanto si gode il successo sul bando contro i transgender nelle forze armate,che si stimano siano circa 15 mila. Il presidente lo aveva annunciato su Twitter nel luglio 2017, ribaltando la rivoluzione di Barack Obama e cogliendo di sorpresa l’allora capo del Pentagono, che aveva poi rielaborato la ‘policy’prevedendo varie eccezioni, a partire dai transgender già in servizio o desiderosi di servire “secondo il loro sesso biologico”. Uno degli obiettivi era quello di evitare le costose operazioni chirurgiche chieste dopo essere stati arruolati. Ma poi erano arrivati gli schiaffi dei giudici federali, che avevano sospeso la direttiva ritenendola discriminatoria, con profili di incostituzionalità.Unpo’ come èsuccesso con il ‘travelban’ contro i Paesi musulmani. Ieri i giudici della Corte suprema hanno deciso che il bando può essere attuato finché la battaglia legale, che può durare anni, prosegue in appello. Una decisione che rende incerto il destino di molti transgender. La corte si è però divisa, con i 5 giudici conservatori a favore e i quattro liberali contro. Pur trattandosi solo di una decisione procedurale, essa potrebbe segnalare che la maggioranza conservatrice della corte, sensibile ai poteri e alle prerogative presidenziali, sta mostrando i muscoli. E dimostrare che il ricorso al sistema giudiziario per bloccare i provvedimenti più controversi di Trump funziona solo se poi alla Corte suprema c’è una maggioranza che conferma gli appelli.

Commenti


bottom of page