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Si arrende il sindaco-eroe



ROCCA DI PAPA/L’ESPLOSIONE DAVANTI AL MUNICIPIO: IL CUORE DI CRESTINI HA SMESSO DI BATTERE

ROMA. Come il capitano della nave, ultimo a salire sulle scialuppe, voleva essere certo che tutti fossero in salvo prima di uscire dal Municipio in fiamme. È stato l'ultimo, e questo gli è costato la vita. Oggi nessuno esita a chiamare 'eroe' Emanuele Crestini, il sindaco di Rocca di Papa morto la scorsa notte all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove da dieci giorni era ricoverato in gravissime condizioni.

"Dobbiamo uscire tutti di qui", continuava a dire il sindaco alle oltre 50 persone, tra dipendenti e visitatori, che erano nella sede del Comune quando l'immobile è stato investito da un'esplosione innescata da una fuga di gas causata da alcuni lavori in strada. "Profondo dolore" ha espresso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, indi- candolo come "es- empio di coraggio, di altruismo e di generosità nei confronti dei suoi concittadini". Un atto che per il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini rende adesso "doverosa la medaglia d'oro al valor civile". Cordoglio anche dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati, dal presidente della Camera Roberto Fico. Il Comune di Rocca di Papa ha proclamato tre giorni di lutto cittadino. Crestini, che avrebbe compiuto 47 anni solo tra pochi giorni e che aveva da poco girato la boa dei tre anni di elezione a sindaco, è la seconda vittima dell'esplosione che ha sventrato lo scorso 10 giugno il palazzo comunale della cittadina di circa 17 mila abitanti in provincia di Roma: domenica scorsa era morto anche il delegato del sindaco, Vincenzo Eleuteri.


Si fa più grave, di conseguenza, la posizione dei tre iscritti sul registro degli indagati dalla Procura di Velletri, che contesta anche il duplice omicidio colposo, oltre a disastro colposo e lesioni.

Si tratta di un geologo a cui il Comune aveva affidato dei test su eventuali cavità al di sotto del palazzo comunale, del titolare della ditta di Frosinone a cui il geologo aveva affidato i lavori di perforazione, e del fratello del titolare che ha eseguito l'operazione.

Quello stesso scavo in strada da cui sarebbe scaturita la fuga di gas che, deflagrando, ha danneggiato il palazzo e una vicina scuola dell'infanzia ferendo anche una bimba di 5 anni al volto. Ma i feriti più gravi erano stati il delegato Eleuteri, con il 44 per cento del corpo ustionato, e appunto il sindaco Crestini, cui le fiamme avevano bruciato volto e braccia mentre, così raccontano i testimoni, cercava di far uscire dipendenti, cittadini e consiglieri dall'edificio in fiamme. Minuti convulsi, in cui i suoi polmoni si sono riempiti di fumi tossici. La corsa al Sant'Eugenio di Roma, il ricovero nel sofisticato reparto Grandi Ustioni, monitorato giorno e notte.


Giovedì sera le sue condizioni erano precipitate: una grave crisi respiratoria, il fisico

compromesso dalle infezioni da ustione. Poco prima della mezzanotte il suo cuore si è fermato. "Un esempio di umanità - per il governatore del Lazio e segretario del Pd Nicola Zingaretti - il suo senso del dovere e l'attaccamento profondo alla comunità non saranno dimenticati". "Roma - il messaggio della sindaca Virginia Raggi - abbraccia la sua famiglia e i suoi cittadini".


Cordoglio e vicinanza anche dal presi- dente dell'Anci, Antonio Decaro. Crestini era un sindaco 'civico'. Eletto nel giugno 2016, aveva sconfitto al ballottaggio una candidata dem. Ma quando nella sua città erano arrivati cento profughi eritrei sbarcati dalla nave Diciotti, e l'estrema destra era scesa in piazza per protestare, lui si era schierato dalla parte dell'accoglienza: "Ho scritto al Papa - disse in quella occasione - ricordandogli che Rocca di Papa è sempre stata pronta ad accogliere e sostenere coloro che si trovano in una situazione di difficoltà".

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