Si scava nel passato di Hamou
- Redazione

- 11 ago 2017
- Tempo di lettura: 2 min

FRANCIA/ERA UN “INSOSPETTABILE” L’ALGERINO CHE HA ATTACCATO I MILITARI
PARIGI. All'indomani dell'attacco contro un gruppo di militari dell'operazione Sen- tinelle a Levallois-Perret, alle porte di Pa- rigi, l'antiterrorismo continua a lavorare per mettere insieme le informazioni necessa- rie a ricostruire un puzzle nel quale man- cano ancora molti pezzi. L'autore del ge- sto, Hamou Bénlatreche, resta ricoverato in un ospedale di Lille, rimasto gravemen- te ferito dopo aver ricevuto 5 pallottole in uno scontro a fuoco con le forze dell'ordi- ne al termine di un inseguimento su un'au- tostrada nel nord della Francia.
Il direttore dell'Ufficio centrale della lotta contro il crimine organizzato, Frédéric Doidy, ha dichiarato che gli agenti hanno aperto il fuoco perché il sospetto ha fatto un gesto come "per recuperare quella che si poteva pensare essere un'ar- ma". Al momento ancora non è stato pos- sibile interrogarlo a causa delle gravi con- dizioni di salute.
Secondo le prime informazioni raccol- te dagli inquirenti, il sospetto è di naziona- lità algerina, ha 36 anni e risiede regolar- mente in Francia. Bénlatreche è conosciuto dalle forze dell'ordine per piccoli reati, ma non è schedato S, sigla riservata ai sospetti radicalizzati. "I primi elementi mettono in evidenza un profilo piuttosto solitario" han- no fatto sapere fonti vicine all'inchiesta, sottolineando che "la scelta dell'obiettivo, la manifesta premeditazione e la fuga" han- no convinto gli inquirenti ad affidare le in- dagini all'antiterrorismo.
Un insospettabile per i vicini e cono- scenti, che non aveva mai dato segni di ra- dicalizzazione. "È un ragazzo a posto, sem- pre gentile", ha affermato ai microfoni di Bfmtv lo zio di Hamou, dicendosi ato da quanto accaduto. L'uomo ha spie- gato che il nipote aveva lavorato come au- tista per Uber e come trasportatore. In merito a una possibile radicalizzazione, lo zio ha dichiarato che l'autore dell'attacco "era praticante come tutti". Intanto, in Francia si riapre il dibattito sulla reale efficacia dell'operazione Senti- nelle, il dispositivo attivato dopo gli atten- tati del 2015 che prevede circa 10mila sol- dati su tutto il territorio francese, insieme alle misure di sicurezza previste dalla nuo- va riforma sull'antiterrorismo. Quello di Levallois-Perret è stato il sesto attacco portato ai danni di una pattuglia negli ulti- mi due anni: l'ennesimo episodio di vio- lenza, a riprova del fatto che i soldati sono ormai diventati il principali obiettivo da colpire. Alla polemica si aggiunge poi la ridu- zione di 850 milioni alla Difesa previsto dal governo. Tra i principali detrattori, c'è il Front National. Il vicepresidente del par- tito, Florian Philippot, ha ricordato la si- tuazione delle forze dell'ordine, già ridot- te "all'osso". Sulla stessa linea il deputato repubblicano Daniel Fasquel, secondo il quale bisognerebbe "rivedere" Sentinel, vi- sto che il ruolo dell'esercito dovrebbe es- sere quello di "proteggere" le frontiere. Critica anche la sinistra, con la deputa- ta della France Insoumise, Catherine Au- teil, che ha promesso battaglia contro la nuova riforma sull'antiterrorismo che do- vrebbe entrare in vigore a novembre, so- stituendo lo stato di emergenza attualmente in vigore. Una legge, secondo Auteuil, che mira a "distruggere i fondamenti della de- mocrazia" inserendo nel diritto ordinario alcune misure di eccezione.
















Commenti