Sicilia, nuovo allarme rifiuti
- 4 gen 2018
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MUSUMECI CHIEDE AL PREMIER GENTILONI DI DICHIARARE LO STATO DI EMERGENZA
PALERMO. In Sicilia, le discariche sono prossime al collasso e c’è il rischio che senza un cambio di passo a settembre sarà emergenza, l’ennesima. Parla chiaro il neo presidente della Regione Nello Musumeci, che oggi chiederà al premier Gentiloni di dichiarare lo stato di emergenza ambientale, per l’isola. “La situazione più preoccupante - spiega Musumeci - riguarda la Sicilia occidentale, dove la discarica di Bellolampo (Palermo), è ormai satura”. E lancia un appello a partiti e amministratori locali, per una battaglia di “civiltà”. “Non è una sfida di destra o di sinistra” osserva il governatore in un’affollata conferenza stampa, senza però indicare a chi andrà la delega ai rifiuti, dopo le dimissioni di Vincenzo Figuccia (Udc), in rotta con le posizioni dell’azzurro Gianfranco Miccichè dopo le polemiche sugli stipendi d’oro all’Ars. “Chiudiamo col passato e intestiamoci la battaglia” dice Musumeci, che non risparmia stoccate a chi l’ha preceduto negli ultimi 20 anni. Da Capodicasa a Crocetta, passando per Cuffaro e Lombardo, rei di aver fatto ricorso allo stato di emergenza per risolvere il problema, col risultato di aver creato una emergenza rifiuti ormai “strutturale”. “Sul tema dei rifiuti si gioca la credibilità del mio governo, una credibilità che hanno perso i miei predecessori” osserva il presidente, indicando una road map degli interventi da mettere in campo nei prossimi 18 mesi. Per prima cosa c’è da risolvere il problema della discarica del Bellolampo, poi occorre puntare sulla differenziata dotando l’Isola di piattaforme per lo smaltimento dei rifiuti. Il governo è già al lavoro per mettere a punto un piano per trasferire i rifiuti all’estero. Musumeci pensa alla Francia o alla Germania, come ipotetiche destinazioni da raggiungere attraverso le autostrada del mare. “Faremo un bando - dice - per il trasferimento dei rifiuti in discarica dai porti di Palermo, Catania, Messina e Augusta” dice, mentre “entro aprile conta di dare alla Sicilia un nuovo piano regionale sui rifiuti”. Di termovalorizzatori, al momento non parla, ma “dovrebbero servire a bruciare circa il 10 per cento di frazione residua dei rifiuti”. Per le opposizioni Musumeci non è credibile. “Fotografa l’emergenza che è sotto gli occhi di tutti, ma non fa proposte convincenti e credibili” dice il capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo. “Da Musumeci, solito déjà vu, sembrava parlasse Crocetta” attacca il deputato del M5s Giampiero Trizzino. Tranchant Claudio Fava (Cento Passi) secondo cui se “si pensa di risolvere tutto con i termovalorizzatori senza la forza di recidere i legami d’affare con la criminalità organizzata, siamo sempre all’anno zero”.
















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