Siria, massacro di innocenti
- 8 feb 2018
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BOMBARDAMENTI SULLA GUTHA ORIENTALE: ALMENO 106 VITTIME IN 48 ORE

BEIRUT. Oltre cento morti in 48 ore: continuano e si intensificano i bombardamenti governativi sulla Ghuta orientale, la regione ad est di Damasco inmanoafazioniribelli,chemartedì,con 80 uccisi, aveva visto il peggiore massacro di civili dall’inizio dell’offensiva delle forze lealiste,il 25 dicembre scorso.
Altre 26 persone hanno perso la vita ieri, tra le quali metà bambini e donne, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus).
Ma intanto anche nella capitale e in alcuni sobborghi sotto il controllo governativo i civili fanno le spese dei combattimenti, sebbene in misura minore. L’agenzia governativa Sana riferisce che due persone, tra cui un bambino, sono state uccise da razzi o colpi di mortaio lanciati dagli insorti, dopo i cinque di martedì.
Sempre vicino a Damasco, ma a nord, nella località di Jamraya, è avvenuto martedì notte un altro dei tanti raid aerei israeliani che si succedono dall’inizio del conflitto civile, sette anni fa, prendendo di mira convogli o depositi di armi destinate alle milizie libanesi sciite di Hezbollah, alleate della Siria e dell’Iran, o centri per lo sviluppo di non meglio precisati sistemi d’arma. Almeno stando a testimonianze che vengono dal terreno e si diffondono sul web, perché Damasco non precisa mai la natura degli obiettivi colpiti e Israele addirittura si astiene dal confermarli.
In questo caso le autorità siriane si sono limitate a dire che aerei israeliani hanno lanciato, dallo spazio aereo libanese, alcuni missili contro “un’area della provincia di Damasco”. Secondo
le forze armate siriane “la maggior parte dei missili sono stati distrutti prima che potessero raggiungere gli obiettivi” e non sono segnalati danni ingenti o vittime.
Fonti siriane non governative riferiscono che l’attacco è stato diretto contro un centro di ricerche scientifiche già preso di mira un mese fa e più volte in passato.
NelfrattempolaTurchia,impegnata nell’offensiva contro l’enclave curda di Afrin, ha inviato ieri una delegazione militare nella vicina regione di Idlib, martoriata dai combattimenti tra insorti e forze governative, nell’ambito degli sforzi con Russia e Iran per creare delle zone di “de-escalation” nella Siria occidentale.
Secondo fonti locali, i militari turchi hanno visitato Saraqeb, più volte bombardata anche nei giorni scorsi dall’aviazione russa.
L’accordo sulla creazione delle zone di “de-escalation”, raggiunto ad Astana, in Kazakhstan, nell’estate 2017, prevede di fatto la spartizione della Siria occidentale in zone di controllo e influenza tra Ankara, Teheran e Mosca.
















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