Sofferenze a 200 mld di euro, salgono i mutui
- 12 ott 2016
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BANKITALIA/PRESTITI IN CRESCITA PER LE FAMIGLIE, MA CALANO I FINANZIAMENTI PER LE IMPRESE

ROMA. La velocità di crescita rallenta ma la massa delle sofferenze bancarie lorde continua a ingrandirsi e torna a superare la soglia psicologica dei 200 miliardi di euro ad agosto.Una massa che sia il governo che la Banca d'Italia ritengono un problema sebbene sopravvalutato dai mercati ed avviato sulla "giusta strada" per la sua soluzione invitando poi a guardare al dato netto che si aggira suigli 85 miliardi. Si vedrà nei prossimi mesi le due principali partite per "sbloccare" il mercato negli Npl: Monte dei Paschi di Siena (Mps) e Unicredit , potranno decollare.Un buon segnale arriva da Carige che ha avviato le pro- cedure per dismettere un 1 miliar- do di crediti tramite Prelios, attivando anche la garanzia pubblica Gacs.Nel frattempo i prestiti del settore bancario vedono sempre una crescita per quelli alle famiglie (+1,5%), trascinati dai mutui, e un calo per le imprese (-0,2%). E i tassi sui mutui, probabilmente anche per il sempre maggiore ricorso a quelli a tasso fisso, compresi delle spese accessorie , sono saliti al tata dal governatore della Banca 2,52% dal 2,44% di luglio. Si tratta del primo rialzo dopo l'Fmi. Incertezza su cui, secondo sei mesi di cali consecutivi (da diversi osservatori, pesa sia l'esi- febbraio scorso). Un aumento criticato dal presidente di Adusbef Elio Zannuti , secondo cui mentre in Europa i tassi calano in Italia salgono. A mostrare l'incertezza ancora del quadro economico , sono poi i dati sulla raccolta che indicano la scarsità degli investimenti a causa di una domanda debole lamenta dal governatore della Banca d'Italia Visco nei giorni scorsi all'ami. Incertezza su cui secondo diversi operatori pesa sia l'esito del referendum sulla riforma costituzionale , che un quadro economico globale ancora incerto, oltre che la prudenza oltre che la prudenza delle banche che temono nuove strette sul capitale. E così ancora una volta il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è stato pari al 4,1 % ( 4,9 % a luglio) , segno che molta della liquidità disponibile resta 'parcheggiata'. I rischi sulle banche poi continuano a deprimere la raccolta obbligazionaria che, incluse le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è invece diminuita del 10,5 per cento su base annua (- 10,6 per cento nel mese precedente), segnando il settimo mese consecutivo di contrazione. Sugli istituti infatti c'è molta incertezza a causa di una redditi- vità bassa che allontana gli investitori e su un inasprimento delle regole sul capitale. Diversi governi europei, anche all'Ecofin, hanno criticato la possibilità di una nuova stretta da parte del Comitato di Basilea il quale ha intanto proposto su un altro fronte (quello degli accantonamenti di bilancio per i crediti in bonis), un regime transitorio per evitare nuovi gravami sui bilanci.
















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