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“Solo la forza di Dio dura”

VATICANO/L’UDIENZA GENERALE: FRANCESCO CONTRO I DISEGNI POLITICI EFFIMERI




di Fausto Gasparroni

CITTÀ DEL VATICANO. "Ogni progetto umano può riscuotere dapprima consensi e poi naufragare, mentre tutto ciò che viene dall'alto e porta la 'firma' di Dio è destinato a durare". È il sigillo posto da Papa Francesco alla sua catechesi nell'udienza generale di ieri, dedicata ancora una vola al libro degli Atti degli Apostoli. "I progetti umani falliscono sempre, hanno un tempo, come noi - spiega il Pontefice 'a braccio' -. Pensate a tanti progetti politici e come cambiano da una parte all'altra. In tutti i Paesi. Pensate ai grandi imperi, pensate alle dittature del secolo scorso: ma si sentivano potentissimi, di dominare il mondo, e poi sono crollate, tutte. Pensate anche oggi, agli imperi di oggi: crolleranno, se Dio non è con loro. Perché la forza che gli uomini hanno in se stessi non è duratura". Per Francesco, "soltanto la forza di Dio dura. E pensiamo alla storia dei cristiani, anche la storia della Chiesa, con tanti peccati, con tanti scandali, con tante cose brutte, durante questi due secoli, perché non è crollata? - chiede - Perché Dio è lì. Noi siamo peccatori, anche tante volte diamo scandali, tante. Ma Dio è con noi. E Dio salva prima noi e poi loro, ma sempre salva il Signore. La forza è Dio con noi". Il Papa tocca anche il tema della persecuzione dei cristiani, che, osserva, "è sempre la stessa: le persone che non vogliono il Cristianesimo si sentono minacciate, e così portano alla morte i cristiani". Parlando della vicinanza dello Spirito Santo agli Apostoli, che infondeva loro un "coraggio impressionante", Bergoglio sottolinea che "forti di questa alleanza, gli Apostoli non si lasciano intimorire da nessuno. Non retrocedono nella loro marcia di testimoni intrepidi di Gesù Risorto, come i martiri di tutti i tempi, compresi i nostri". "I martiri? Ah, danno la vita, non nascondono di essere cristiani - rileva -. Ma pensiamo alcuni anni fa, anche oggi ne sono tanti, ma pensiamo a quattro anni fa, quei copti ortodossi, cristiani veri, lavoratori, sulla spiaggia della Libia. Tutti sono stati sgozzati, ma l'ultima parola che dicevano, 'Gesù, Gesù'. Non avevano mai venduto la fede. Perché c'era lo Spirito Santo con loro. I martiri di oggi". In un appello, poi, Francesco ricorda che dopodomani ricorre la Giornata Mondiale dell'Alzheimer, "una malattia che colpisce tanti uomini e donne, i quali, a causa di questa malattia, sono spesso vittime di violenza, maltrattamenti ed abusi che ne calpestano la dignità". "Preghiamo per la conversione dei cuori e per quanti sono colpiti dall'Alzheimer, per le loro famiglie e per coloro che se ne prendono amorevomente cura", esorta, associando "anche alla preghiera, il ricordo di quanti sono affetti da patologie tumorali, affinché siano anch'essi sempre più supportati, sia nella prevenzione che nella cura di questa malattia". Non manca, in conclusione, un ulteriore monito, a partire da una figura molto cara a Bergoglio. "Sabato prossimo ricorre la Festa di San Matteo, Apostolo ed Evangelista. Imitate la sua disponibilità a seguire prontamente Gesù - sollecita il Papa -. Era attaccato ai soldi e vendeva la propria patria per i soldi! Il Signore lo ha chiamato e lui ha lasciato tutti i soldi per seguire Gesù. La sua conversione sia di esempio per tutti, affinché come Lui possiamo vivere da veri discepoli del Signore, capaci di abbandonare i calcoli del mondo".

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