top of page

Sono morti i tre alpinisti dispersi

  • 11 ago 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


MONTE BIANCO/PER ORA RECUPERATO SOLO IL CORPO DI LUCA LOMBARDINI

AOSTA. E’ morto il giorno del suo trentunesimo compleanno, martedì 7 agosto. Inghiottito dalla montagna dove aveva deciso di festeggiare quel giorno speciale, insieme al fratello e alla fidanzata, tutti del torinese. Il corpo di Luca Lombardini (nella foto) è stato recuperato dopo tre giorni di ricerche sul versante francese del mas- siccio del Monte Bianco. Ci vorrà del tempo per individuare con precisione e trasferire nella camera mortuaria di Chamonix anche i resti di Alessandro, ventottenne, e di Elisa Berton, 27 anni. I continui crolli di rocce ai piedi della parete rocciosa mettono a rischio l’incolumità dei soccorritori. Per circoscrivere l’area delle ri- cerche è stato usato lo stesso strumento che consente di ritrovare i telefoni smarriti. Nel suo cellulare Alessandro, militare del Soccorso al- pino della Guardia di finanza di Bardonecchia, aveva infatti attivato la ge- olocalizzazione. L’elicottero della Sécurité civile si è spinto così a sor- volare la crepacciata terminale della Petite Aiguille Verte (3.512 metri), sul versante affacciato al ghiacciaio dei Rognons. Verso le 11 è stato avvista- to il cadavere, in parte già dentro la fessura della montagna, tra roccia e ghiaccio. Alle 13 il corpo di Luca è stato recuperato con il verricello. Un’operazione delicatissima, “ai piedi di una parete da cui piovono frammenti di roccia”, spiega Delfino Viglione, comandante del Sagf di Entrèves, i cui militari hanno operato sul campo con i colleghi piemontesi e la gendarmeria francese. E’ stato necessario tagliare la corda che - ritengono i soccorritori - lo teneva legato ai due compagni di scalata. E che si troverebbero più in basso nel crepaccio. “Interverremo non appena le condizioni lo permetteranno”, fa sapere il Peloton de gendarmerie d’haute monta- gne di Chamonix. L’incidente è avvenuto quando i tre erano riusciti a raggiungere la vetta. E’ certo che almeno uno è scivolato, trascinando con sé i compagni di cordata. Un volo di 300 metri lungo la parete rocciosa, terminato all’interno del crepaccio. Ma senza testimoni è impossibile ricostruire esattamente la dinamica. L’allarme per il mancato rientro dei tre, tutti preparati fisicamente e conoscitori della montagna, era scattato martedì sera. Il giorno dopo Alessandro avrebbe dovuto tornare in servizio. L’idea iniziale era di scalare il Monte Bianco, poi la chiusura della funivia li ha indirizzati verso la Petite Aiguille Verte, una vetta che si scala in giornata. E che ora è testimone silenziosa dei loro ultimi attimi felici.


Commenti


bottom of page