top of page

Spada rinviato a giudizio

  • 24 gen 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


OSTIA/PER L’AGGRESSIONE AL GIORNALISTA DI RAI2

ROMA. "Questa aggressione mira a colpire la libertà di informazione. Siamo in presenza di un reato commesso per ostentare la forza criminale del clan sul territorio di Ostia". Con queste parole il pm della Dda di Roma, Giovanni Musarò, ha chiesto ed ottenuto dal gup il processo per Roberto Spada e per il suo complice Ruben Nelson Del Puerto accusati dell'aggressione ai danni di due giornalisti della Rai, Daniele Piervincenzi e Edoardo Anselmi, avvenuta il 7 novembre scorso all'esterno della palestra gestita da Spada, nella zona di Nuova Ostia, "fortino" del clan attivo sul litorale romano. Per i due imputati il processo è stato fissato al 30 marzo davanti ai giudici della IX sezione collegiale. È in quella sede che si sposterà la battaglia legale sull'aggravante mafiosa che i pm contestano ai due assieme ai reati di lesioni e violenza privata. In aula era presente il solo Del Puerto, mentre Spada è rimasto nel carcere di Tolmezzo dove è detenuto da alcuni mesi. All'udienza ha preso parte lo stesso Piervincenzi, aggredito con un violenta testata da Spada nel corso di una intervista per la trasmissione di Rai Due, "Nemo-Nessuno escluso". "Non provo nessun rancore nei confronti di Spada - ha commentato il giornalista -. Con Del Puerto non ci siamo scambiati sguardi La miapreoccupazione va al territorio, serve attenzione: Ostia non va abbandonata, ce lo chiedono i cittadini". Nel procedimento si sono costituiti parte civile Fnsi, Consiglio nazionale dell'ordine dei Giornalisti, Libera, l'Associazione Antonino Caponnetto e la Regione Lazio. "L'ammissione delle parti civili - ha concluso Piervincenzi - è un segnale importante per la difesa della categoria e della libertà di stampa". Per Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi (entrambi hanno partecipato ad un sit-in di solidarietà fuori dal tribunale) "nessun cronista è più solo nel far fronte alle intimidazioni e alle minacce di chi vorrebbe impedire ai colleghi di svolgere il loro lavoro al servizio dell'opinione pubblica. L'ammissione di parte civile conferma la gravità di una brutale aggressione in pieno stile mafioso che, colpendo i giornalisti Piervincenzi e Anselmi, offende il diritto all'informazione di ogni cittadino". A poco più di tre mesi dal fatto, la Procura ha ottenuto, quindi, il processo per i due responsabili. Una azione violenta messa in atto davanti ad una telecamera. Una testata data a "freddo" che causò la frattura del setto nasale a Piervincenzi. Una condotta che per i pm della Dda è "idonea ad esercitare sui soggetti passivi quella particolare coartazione e quella conseguente intimidazione propria delle organizzazioni mafiose". Il "rampollo" del clan era stato avvicinato dai due giornalisti per un'intervista sulle imminenti elezioni municipali di Ostia e sui suoi rapporti con Casapound. All'improvviso l'aggressione, davanti a numerosi testimoni e alle telecamere, al fine di riaffermare la sua figura all'interno del suo territorio. Un pestaggio a cui avrebbe partecipato attivamente anche il suo guardaspalle.


Commenti


bottom of page