Spettacolo «hi-tech» di Putin
- Redazione

- 8 giu 2018
- Tempo di lettura: 3 min

MOSCA/IL PRESIDENTE RISPONDE ALLE DOMANDE DEL POPOLO PER SMS E SU INTERNET. SULLE SANZIONI: QUALCOSA SI MUOVE
MOSCA. La Linea Diretta di Vladimir Putin è sempre un grande show ma quest'anno lo spettacolo è stato ancora più articolato: non più uomo solo al comando ma 'fantasista’ di una grande squadra. In collegamento, a rispondere alle domande del popolo, chi per SMS, chi su internet, chi in video-chiamata dal telefonino, c'erano anche ministri, governatori e dirigenti delle grandi aziende di Stato. Ma a smistare gli assist, ovvio, è lui, lo 'zar'. Un fiume in piena di botta e risposta che hanno toccato anche il tema delle sanzioni europee con Putin che ha potuto dedicarsi a ciò che veramente gli fa battere il cuore: la politica internazionale. "Le sanzioni, le accuse continue verso di noi, sono tutti metodi per contenere la Russia perché l'Occidente ci vede come una minaccia, come avversari", dice Putin. "Ma questi metodi non sono nell'interesse di nessuno, sono un errore". Qualcosa però sta finalmente iniziando a muoversi, dato che "alcuni partner" chiedono un 'disgelo’ nei rapporti. "La necessità di costruire normali relazioni con la Russia è espressa a livello politico: spero che questo processo acquisti slancio in futuro", aggiunge Putin con un chiaro riferimento all'Italia (ma non solo). Il quadro, per lo zar, è cambiato senz'altro in virtù dell'unilateralismo di Washington. Se l'Europa, infatti, pensava di potersi ritenere al sicuro dalle misure restrittive Usa, ora deve ricredersi poiché "l'introduzione dei dazi su acciaio e alluminio" non è altro che "una forma di sanzioni", per quanto in "altri termini" (applicate per giunta pure a "Canada e Messico"). Tutti sulla stessa barca dunque. Per questo serve sedersi a un tavolo e negoziare "un nuovo patto per la sicurezza in Europa", tenendo conto delle esigenze dell'evo moderno. Offerta, quest'ultima, forse sin troppo ambiziosa ma non più fantascientifica. E via di nuovo a parlare di strade malandate e sanità. Finché c'è geopolitica c'è speranza. Ma Putin ha sfruttato l'occasione della diretta per lanciare anche un messaggio durissimo a Kiev: non azzardatevi ad attaccare il Donbass nel corso dei mondiali di calcio perché le conseguenze, in quel caso, sarebbero "gravissime". Il monito è scattato in seguito all'intervento dello scrittore e sostenitore del- l'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Zakhar Prilepin, che ha chiesto a Putin di commentare le voci secondo cui le truppe ucraine starebbero preparando un'offensiva nel Donbass in vista dei mondiali. Una domanda 'telefonatissima’ - come tutto lo show, stando ai detrattori di Putin - e dunque pertinente, perché mette in luce i timori del Cremlino: una riedizione del patatrac di Sochi 2014, quando le olimpiadi invernali, organizzate senza limiti di spesa appositamente per mostrare al mondo il lato migliore della Russia, vennero funestate dalla rivolta dell'Euromaidan di Kiev e il conseguente isolamento di Mosca sull'onda delle reazioni occidentali. Insomma, a pochi giorni dal fischio d'inizio Putin ha intimato di non cercare un nuovo casus belli. E chi ha orecchie per intendere intenda. Certo, lo scenario, rispetto anche a soli pochi mesi fa, è cambiato. Lo 'zar' lo sa e se ne compiace visibilmente. E passa a rispondere a 360 gradi: magagne interne inevitabili come l'aumento dei prezzi della benzina, le pessime condizioni degli asili a Omsk, i guai personali di una madre di tre figli a Tomsk che non riesce a ottenere la terra che le spetta a norma di legge, il tutto chiamando in causa, in diretta, i vari responsabili dei dipartimenti in difetto.
















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