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Stop al terrorismo sul web



G7/A ISCHIA NASCE LA “GRANDE ALLEANZA” GOVERNI-PROVIDER. AZIONE COMUNE A RAQQA

ISCHIA (Napoli). Un' "azione comune" a Raqqa per raccogliere e condividere le informazioni d'intelligence, una "grande alleanza" tra governi e provider per bloccare la circolazione su internet di qualsiasi contenuto inneggiante al terrorismo. Il G7 dei ministri degli Interni ad Ischia si chiude con un impegno importante e la consapevolezza da parte di tutti i partecipanti che la sconfitta militare dell'Isis sul terreno non significa affatto che lo stato islamico sia sconfitto. Anzi, i rischi potrebbero aumentare, come ha sottolineato il ministro dell' Homeland Security Elaine Duke. L'intelligence Usa ha infatti segnalato un aumento degli attacchi al settore dell'aviazione, che "resta un bersaglio dei Jihadisti". "Abbiamo messo nuove misure mai viste per proteggere i voli statunitensi - ha detto - possiamo individuare ancora meglio gli ordigni e le persone sospette e abbiamo invitato tutti i ministri a collaborare con noi per un migliore scambio di dati e per lo screening dei terroristi". L'Italia porta dunque a casa l'obiettivo 'politico', anche perché per la prima volta i big della rete - da Microsoft a Google, da Twitter a Facebook - hanno partecipato ai lavori e hanno condiviso modalità d'intervento e preoccupazioni. Ma ora bisognerà vedere se quella che il padrone di casa, il ministro dell'interno Marco Minniti, ha definito una "straordinaria capacità unitaria", si tradurrà in fatti. A partire proprio da quel che accadrà a Raqqa, la roccaforte dell'Is caduta nei giorni scorsi. I sette grandi hanno deciso infatti di lavorare di comune accordo per raccogliere e condividere ogni informazione che consenta di prevenire attacchi in giro per il mondo, evitare il rientro nei Paesi d'origine dei foreign fighters o che questi possano costituire nuove "zone franche", a partire dal nord Africa, dove riorganizzarsi. Ma la condivisione delle informazioni permetterà anche di ricostruire ruoli e responsabilità dei singoli e di trovare le prove che consentano di processare i combattenti nei tribunali occidentali. "Raqqa è una straordinaria miniera informativa - ha detto il titolare del Vimi- nale nella conferenza stampa finale - E noi dobbiamo condividere queste informazioni per avere un quadro chiaro della minaccia". E l'altro lato, di questa minaccia, è rappresentato da Internet. O meglio, dall'uso distorto che chi semina il terrore fa della rete. L'intesa con i provider si basa sostanzialmente su tre punti: blocco automatico di immagini e contenuti che siano considerati incitamento al terrorismo, collaborazione tra i big della rete e i provider o social più piccoli ma che hanno comunque milioni di utenti affinché i pri- mi possano fornire ai secondi tutta la tecnologia necessaria alla predisposizione di filtri e database, la costruzione di una "contronarrativa" che contrasti on linea "la narrativa di morte del terrorismo" e che possa contribuire ad innescare una serie di processi di deradicalizzazione necessari per recuperare migliaia di giovani e giovanissimi. "Internet è stato veicolo di conversione, reclutamento, addestramento, radicalizzazione, emulazione - dice Minniti - Da oggi ha cominciato a fare i primi passi una grande alleanza tra i governi e i grandi provider nel nome dei principi della libertà, che ci farà vincere la partita contro il malware del terrore". Parole condivise dal collega francese Gerard Collomb. "Una riunione fondamentale, che segna l'inizio di un nuovo periodo della nostra storia - ha infatti sottolineato - Internet negli anni si è trasformato in un vettore di messaggi di odio e noi dobbiamo riportarlo ad essere un vettore di pace". E quanto questo sia fondamentale lo hanno fatto capire le due donne presenti al tavolo. Il ministro degli interni inglese Amber Rudd ha annunciato che il suo governo ha intenzione di modificare la legge attuale in modo che chi visualizza contenuti jihadisti rischia fino a 15 anni carcere. "Distruggeremo tutti i santuari dei terroristi - ha promesso invece la Duke - e le loro ideologie cariche di odio"


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