Suicida il marito killer
- 21 mar 2018
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NAPOLI/TROVATO IN UN CAPANNO DOPO L’OMICIDIO DELLA MOGLIE DAVANTI ALLA SCUOLA
TERZIGNO (Napoli). Pasquale Vitiello aveva previsto tutto nel minimo dettaglio: dall’esecuzione della moglie davanti alla scuola della figlia, al suicidio in un capanno per gli attrezzi in piena campagna. Identiche le modalità: un colpo solo alla testa, sparato con la stessa pistola di piccolo calibro che ha ucciso Imma e che si era procurato chissà come. Si è chiuso nel giro di 24 ore il giallo di Terzigno, anche se il finale della storia era apparso chiaro sin da subito, con quelle lettere, ben venti, fatte trovare da Vitiello a casa sua. Quasi una confessione, con l’uomo che annunciava la volontà di “farsi giustizia” pur di porre termine a quel rapporto coniu- gale ormai ai titoli di coda. Le ricerche che per un giorno intero hanno visto impegnati i carabinieri in tutto il Vesuviano e il Nolano si sono concluse ieri mattina poco dopo le 8, per un paradosso a poche centinaia di metri dal luogo dell’omicidio. Probabile che Vitiello - come ha stabilito un primo esame effettuato dal medico legale - si sia ucciso subito dopo aver ammazzatola moglie. Non lo ha fatto davanti a tutti, ma ha scelto un luogo isolato. Un rudere in piena campagna, poco distante dalla succursale della ‘S.Domenico Savio’, tra rifiuti abbandonati e alberi di mandorlo, al quale si ha facile accesso dalla strada e dove ieri mattina lo hanno trovato i carabinieri grazie alle celle telefoniche del suo cellulare che agganciavano in quell’area. Ritrovato anche lo scooter grigio utilizzato il giorno primo e che era servito per darsi alla fuga. In un giorno flagellato dalla pioggia, il ritrovamento del cadavere di Vitiello non ha suscitato particolare clamore: pochi i curiosi accorsi sul posto. Ancor meno le parole di pietà per chi ha la colpa di aver spezzato una giovane vita e resa orfana di entrambi i genitori una bimba di 9 anni. “Ha fatto bene” liquida la cosa un pas- sante. “Poteva farla finita senza fare danno ad altri” sostiene il benzinaio che ha la pompa accanto alla casa del padre di Imma nella vicina Boscoreale. Sul marciapiede dove è caduta Imma Villani ci sono ceri, fiori e piante a ricordarla. Spicca tra gli altri un biglietto con la scritta “Un angelo è volato in cielo”. “Un triste epilogo, una pagina dolorosa per tutta Terzigno. Ora dobbiamo pen- sare alla bambina” dice il sindaco Francesco Ranieri spostando l’attenzione sulla figlia di 9 anni di Imma, rimasta da sola a scuola con le maestre in attesa dell’arrivo degli zii materni cui è stata affidata. “Resta il rammarico - sottolinea il sindaco - che se i nostri centri anti violenza fossero venuti a conoscenza del disagio familiare presente, saremmo potuti intervenire e magari scongiurare questa tragedia”. Ora la piccola è seguita anche dai servizi sociali. A loro il compito più difficile: quello di rispondere alle sue domande sul perché di questa violenza.
















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