Sul fabbisogno pesano le banche
- 3 gen 2018
- Tempo di lettura: 2 min

CONTI/NON BASTANO ROTTAMAZIONE E MAXI-AVANZO DI DICEMBRE PER PAREGGIARE IL SALDO ENTRATE-USCITE
ROMA. Il salvataggio delle banche, da Mps alle venete, pesa sui conti pubblici e fa peggiorare nel 2017 il fabbisogno del settore statale, ovvero il saldo tra entrate e uscite dello Stato. Nell'intero anno, secondo i dati ancora provvisori del Mef, il peggioramento rispetto al 2016 è stato di circa 5,4 miliardi, tali da far attestare il fabbisogno complessivo a 53,2 miliardi. Il contributo negativo più cospicuo sul lato della spesa è stato proprio quello legato alla salvaguardia del sistema bancario e alla tutela dei risparmiatori. Per gli interventi di giugno a favore di Popolare di Vicenza e Veneto Banca e di agosto per Mps, il settore pubblico ha sborsato 10,2 miliardi di euro. Ad aumentare sono stati anche i prelevamenti netti dell'Inps dai conti di tesoreria per il pagamento delle prestazioni istituzionali, mentre sono risultati in flessione i prelevamenti netti dai conti intestati alle amministrazioni locali. La spesa per interessi ha contribuito in positivo, registrando una contrazione di oltre 1,4 miliardi, così come la proroga delle frequenze e le operazioni di rottamazione fiscale, con la definizione agevolata sia delle cartelle che delle controversie tributarie. Gli incassi dell'anno comprendono, inoltre, 1,9 miliardi per la proroga dei diritti d'uso delle frequenze 900 e 1800 Megahertz, con la relativa autorizzazione al cambio di tecnologia. Guardando al solo mese di dicembre, quello registrato è stato un maxi avanzo, pari a circa 14,9 miliardi, con un miglioramento di circa 6.000 milioni rispetto al saldo del corrispondente mese del 2016, dovuto a un aumento degli incassi fiscali di oltre 3.000 milioni e a una contrazione dei pagamenti dello stesso importo. Un risultato che non è bastato però a ribaltare il saldo dell'anno.
















Commenti