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Svolta contratti e rappresentanza, i sindacati si pesano

di Barbara Marchegiani



ROMA. Sindacati, e contratti, ad una svolta. Dopo anni, arriva ai nastri di partenza la misu- razione e la certificazione della rappresentanza sindacale, ultimo atto di un lungo percorso avviato da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria. Il peso delle sigle sarà determinante per le intese. Una via, nelle intenzioni degli stessi attori, per dare certezza agli accordi e combattere contratti pirata e dumping. E che si interseca con il tema di una legge sulla rappresentanza, uno dei punti del discorso programmatico del premier, Giuseppe Conte. La convenzione viene firmata domani, giovedì 19 settembre, da Inps, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. L'area a cui per ora si riferiscono le novità, che approdano nel settore privato. Il compito viene assegnato all'Inps, che raccoglierà i dati su iscritti (dato associativo) e, insieme all'Inl, su voti (dato elettorale): su questo mix si misu-rerà la rappresentatività delle sigle. A metterlo nero su bianco è la convenzione, in dieci articoli, che arriva, appunto, dopo un lungo percorso (cominciato con l'accordo inter-confederale del 2011 e il protocollo successivo del 2013) e che attua il Testo unico sulla rappresentanza del 2014 (modificato nel 2017), consentendo così di mettere in pratica le regole introdotte con quelle intese, che fissano la soglia del 5% e del 50% più uno per l'ok ai contratti. Clausole pronte a scattare non appena le sigle saranno pesate. In sostanza, la misurazione della rappresentatività delle organizzazioni sindacali savrà dall'incrocio tra il numero degli iscritti, attraverso le deleghe sindacali, ed i risultati ottenuti alle elezioni delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie).Comegiàaccade nel pubblico impiego. La media di questi due dati (ognuno varrà al 50%) fornirà il peso dei sindacati. A garanzia del processo di certificazione verrà istituito un Comitato ad hoccomposto da esponenti delle stesse parti sociali e presieduto da un rappresentante del ministero del Lavoro. La 'mappatura' servirà anche per il monitoraggio di contratti al Cnel. Per una questione di privacy, i dati non saranno nominativi ma raccolti in forma anonima. La convenzione dura 3 anni. Si tratta di un passaggio considerato cruciale che consente di mettere in pratica quanto già concordato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nei precedenti accordi, a partire dal 2011 e 2013 (allora definito "storico"). Due punti su tutti: possono sedere al tavolo della contrattazione nazionale i sindacati che raggiungono il 5% nel mix tra iscritti e voti. Sono validi i contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali che rappresentano almeno il 50% più uno, cioè la maggioranza semplice. La stessa maggioranza semplice richiesta per la consultazione certificata dei lavoratori, cioè il voto a cui sottoporre gli stessi accordi che, a quel punto, valgono per tutti.

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