Sì del Parlamento alle nozze gay
- 1 lug 2017
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BERLINO/SVOLTA STORICA IN GERMANIA, IL BUNDESTAG APPROVA LE UNIONI MA LA MERKEL VOTA CONTRO
BERLINO. Un dibattito a dir poco emotivo per gli standard tedeschi, poi il voto del Bundestag: il risultato è la vittoria del matrimonio gay, completamente parificato a quello etero in Germania, e quindi il via libera alle adozioni per le coppie dello stesso sesso. Al posto del riso italiano, volano manciate di coriandoli, fra i banchi del severo parlamento. E immediato è il richiamo all'ordine del presidente della Camera. Come lo statement di Angela Merkel, che fa il suo outing sul voto, subito dopo: "Per me il matrimonio è fra un uomo e una donna, per questo non ho votato a favore", ha dichiarato, richiamando la costituzione. Su 623 deputati, 393 hanno detto sì, fra cui anche 75 dell'Unione (Cdu-Csu), i no sono stati 226, e 4 gli astenuti. Ma di fronte a un risultato chiaro, una domanda resta sullo sfondo di questo duello elettorale fra i due grandi partiti tedeschi, che per la Sueddeutsche Zeitung "avvia il divorzio della Grosse Koalition": alla fine, chi ha vinto? Martin Schulz porta a casa un risultato evidente: domenica a Dortmund aveva affermato che non si sarebbe alleato con chi non mettesse nel patto di governo il matrimonio gay. E gli avevano fatto eco gli altri partiti dell'opposizione, verdi e liberali. Una trappola per l'Unione della Merkel, che ha velocemente aggirato il fosso: lunedì sera la cancelliera ha spiazzato tutti, aprendo a sorpresa al voto di coscienza. E, se per lealtà alla costituzione ha poi votato contro il provvedimento, ha spiegato però di averci pensato a lungo e di vedere con favore persino le adozioni da parte dei gay. La partita, però, non è finita qui. Se la leader della Cdu sperava di partecipare a un dibattito, che si sarebbe poi risolto solo nella prossima legislatura, lo sfidante socialdemocratico l'ha costretta ad un'accelerata avventurosa, pretendendo il voto al Bundestag entro la fine della settimana: nella seduta parlamentare di ieri, che ha chiuso la legislatura attuale. Un esito non prevedibile e certamente molto doloroso per tanti conservatori, che dell'opposizione alle nozze gay avevano fatto uno dei loro cavalli di battaglia. Merkel però, ha così eliminato dal tavolo un tema, sfilandolo dalla mano del suo avversario con la maestria di sempre: tre mesi sono abbastanza per digerire il colpo incassato sulle "nozze per tutti", e anche la vittoria dello sfidante. Insomma Schulz, che ha parlato di "una bella giornata, conquistata con una dura lotta" e che stasera sta festeggiando con l'ex sindaco di Berlino Klaus Wowerait alla Porta di Brandeburgo, vince oggi. E sostiene che questo risultato "nulla ha a che vedere con le tattiche dei partiti", proprio per bacchettare la fortissima avversaria. Ma Merkel "migliora le sue chance" in vista del 24 settembre, scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung. Mentre Bild sentenzia, "i conti si fanno alla fine, e la fine sono le elezioni federali". Il freddo calcolo della cancelliera, dalla prospettiva attuale, non sembra azzardato neppure al tabloid che meglio di tutti sa interpretare la pancia del paese. La mossa dei socialdemocratici è vista, invece, come una rottura della fiducia da molti nell'Unione - dove ovviamente c'è chi già pensa alla corte costituzionale - e del resto configura lo smacco di un'imposizione di tutte le opposizioni guidate dall'SPD. I conservatori non dimenticheranno, scrive ancora il giornale (Faz) che è loro più vicino, e "da ora sarà più difficile governare".
















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