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Tagliati i fondi all’Onu



CASA BIANCA/L’AMMINISTRAZIONE SI “VENDICA” DOPO IL VOTO SU GERUSALEMME

NEW YORK. Gli Stati Uniti tagliano i fondi all’Onu: 285 milioni di dollari in meno al budget delle Nazioni Unite per il 2018 e il 2019. Una riduzione che mostra il pugno duro americano dopo lo schiaffo dell’Assemblea Generale su Gerusalemme, con 128 Paesi che hanno bocciato la decisione americana di riconoscere la città come capitale di Israele. Una scelta appoggiata però nelle ultime ore dal Guatamala che, sulla scia di Washington, ha annunciato che sposterà l’ambasciata a Gerusalemme. ‘’Non consentiremo più che ci si approfitti della generosità americana’’ afferma Nikki Haley, l’ambasciatrice statunitense all’Onu annunciando la riduzione dei fondi all’Onu. ‘’Continueremo a valutare modalità per migliorare l’efficienza dell’organismo tutelando i nostri interessi’’ aggiunge lasciando di fatto aperta la porta a ulteriori riduzioni dei contributi americani. Con il taglio annunciato le minacce neanche troppo velate delle ultime settimane diventano realtà e mostrano come gli Stati Uniti intendano esercitare la loro forza finanziaria all’Onu in modo che le loro proprità e le loro richieste siano rispettate. Poco prima del voto in Assemblea Generale all’Onu, Haley ma anche il presidente Donald Trump avevano avvertito: votate contro gli Stati Uniti e i fondi saranno ridotti. ‘’Risparmieremo molti soldi’’ aveva detto Trump. ‘’Prenderemo i voti di chi vota contro’’ gli aveva fatto eco Haley. Gli Stati Uniti sono responsabili per il 22% del budget operativo dell’Onu, affermandosi come il Paese che contribuisce di più per il budget 2016- 2017 delle Nazioni Unite hanno versato 1,2 miliardi di dollari su un totale di 5,4 miliardi. Gli Usa sono anche il Paese che singolarmente contribuisce di piu’ alle operazioni di peacekeeping dell’Onu, versando una quota del 28,5% su un totale di 6,8 miliardi di dollari per il 2017-2018. La decisione americana di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele continua intanto ad alimentare le tensioni. ‘’Abu Mazen non è interessato alla pace’’ tuona il premier israeliano Benyamin Netanyahu, criticando il leader palestinese per aver dichiarato di non voler discutere nessun piano di pace avanzato dagli americani dopo la mossa su Gerusalemme. La star neozelandese Lorde intanto cancella la tappa finale del suo tour mondiale a Tel Aviv dopo le pressioni da parte del movimento per il boicottaggio di Israele Bds.


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