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Tappeto rosso al Met per Rei




MODA/PARATA DI STELLE PER L’OMAGGIO ALLA KAWAKUBO. ANCHE LA WILLIAMS CON LA PANCIA

NEW YORK. Trentamila dollari per un ingresso, 275 mila per un tavolo: un tappeto rosso a cinque stelle ha tenuto a battesimo l’omaggio del mondo della moda a Rei Kawakubo, la stilista/non stilista giapponese di Comme des Garcons la cui retrospettiva aprirà i battenti domani al Metropolitan di New York. Lei invisibile, poche delle sue creazioni in passerella: “L’ultima volta che ho messo un Comme è stato negli anni ’80", ha detto Anna Wintour in Chanel. La direttrice di Vogue ha fatto gli onori di casa dopo aver trasformato nel 1999 il gala del “primo lunedì di maggio” in una gallina dalle uova d’oro per il Met e per il Costume Institute che da un paio di anni porta il suo nome. In Alexander McQueen la figlia Bee accompagnata dal fidanzato Francesco Car-rozzini, figlio della compianta Franca Sozzani, mentre era ingessata in uno dei pochi Comme des Garconnes della serata Helen Lasinchan, moglie di Pharrell Williams, uno dei “padrini” del gala: abito senza maniche nel senso che letteralmente inglobava braccia e mani dentro una scultura rosso scarlatto che ha costretto il marito a imboccarla durante la cena. Quasi 600 ospiti hanno preso parte alla studiata coreografia creata da Vogue per la festa più attesa ed esclusiva del calendario mondano di New York. Alle sorelle Jenner (Kylie in Versace accompagnata da Donatella in monospalla di lamè; Kendall in un trasparentissimo La Perla con il lato B in bella vista) l’Oscar della scelta più osée. Serena Williams ha sfilato con la pancia in Versace premaman, mentre Kate Perry, con Pharrell la madrina della festa, ha optato per un burqa di Margiela in pizzo rosso clonato dagli archivi storici Kawakubo e ispirato ad uno dei 150 “pezzi” della mostra intitolata “The art of the in/between”. Assenti quest’anno i Trump - Donald si dichiarò a Melania a un gala del Met - la politica ha fatto capolino in modo trasversale. All’insegna della sobrietà Huma Abedin, consigliere speciale di Hillary Clinton, le cui disavventure coniugali e con le emaihanno punteggiato l’ultima campagna elettorale americana. Caroline Kennedy, tornata in gennaio a New York dopo aver fatto per tre anni l’ambasciatrice di Barack Obama in Giappone, è stata tra i pochi ad indossare un Commes de Garconnes. “Questa mostra aiuterà a rendere questa griffe familiare per gli americani”, ha detto ai giornalisti durante la press preview, con una frase non neces- sariamente tra le più felici, visti i cartellini del prezzo delle creazioni Kawakubo e della boutique concept-store Dover Street Market che ne diffonde il vangelo in tutto il mondo. Arte o commercio? Rei è la prima stilista vivente dopo Yves Saint Laurent nel 1983 a cui il Met dedica una retrospettiva. E come per il couturier parigino e poi con Giorgio Arma- ni al Guggenheim nel 2000, c’è chi ha arricciato il naso anche se dal 2014 ufficialmente la elusiva giapponese sforna collezioni non fatte per essere indossate.


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