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Tensioni e scambi di accuse tra Usa e Russia

  • 17 set 2016
  • Tempo di lettura: 3 min

SIRIA/VIOLENZE IN AUMENTO E AIUTI BLOCCATI. CONTINUANO RAID SUI CIVILI NONOSTANTE LA TREGUA


BEIRUT. Le violazioni del cessate il fuoco aumentano in Siria, mentre salgono anche i toni polemici tra i due co-sponsor della tregua, la Russia e gli Usa, e nessun convoglio di aiuti umanitari ha ancora potuto raggiungere i civili.

Dopo un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e il segretario di Stato americano John Kerry, Mosca ha detto di essere "pronta a prolungare di altre 72 ore il regime di cessate il fuoco", entrato in vigore al tramonto di lunedì, affermando che le forze siriane rispettano gli impegni presi. "Ma ha sottolineato il generale Viktor Poznikir, primo vice comandante dello stato maggiore russo - aspettiamo misure risolute da parte americana per in- fluire sulle formazioni armate da loro controllate". Diversa la lettura della situazione da parte di Washington. Kerry ha lamentato con Lavrov le "ripetute" e "inaccettabili" difficoltà frapposte dalle forze governative all'accesso degli aiuti umanitari, in particolare verso la parte orientale di Aleppo, in mano agli insorti e assediata dai lealisti. Il segretario di Stato ha quindi invitato Mosca a fare pressioni "sul regime di Bashar al Assad perché permetta ai convogli umanitari di raggiungere Aleppo e altre aree in stato di bisogno". Altrimenti, ha detto chiaramente, gli Usa non accetteranno di dare vita con la Russia alla prevista struttura per il coordinamento delle attività di Intelligence e militari contro igruppi jihadisti: non solo l'Isis ma anche i qaedisti del Fronte Fatah ash Sham (ex Nusra). Mosca si è difesa affermando che le forze siriane si erano effettivamente ritirate dalla strada di Castello, attraverso la quale dovrebbero passare gli aiuti diretti ad Aleppo. Ma poi sono state costrette a tornare sulle loro posizioni "a causa di un attacco dei ribelli".Nessuno, ha detto tra l'altro, dovrebbe prendere il controllo della strada, anche se l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) sostiene che questo compito è riservato alle truppe di Mosca. Uno dei tanti misteri che circonda l'accordo russo-americano, che per ora rimane segreto e di cui Lavrov è tornato ieri a chiedere la pubbli- cazione. In questa confusa situazione l'Onu ha lamentato che rimangono bloccati alla frontiera turca due convogli per un totale di 40 camion destinati ad Aleppo, mentre le segnalazioni di violazioni della tregua sono in aumento. L'agenzia governativa Sana accusa i ribellidi 11 attacchi solo ieri mentre l'Ondus parla di bombardamenti governativi, anche aerei, nelle province di Idlib, Homs, Hama, Daraa, Qunaytra e anche nella Ghuta orientale, alle porte di Damasco. Secondo un bilancio dell'Ondus, giovedì i morti erano stati 54. Ma tra questi sono da con-siderare almeno 25 civili, tra i quali 9 bambini, uccisi in attacchi aerei nella provincia orientale di Dayr az Zor, in un territorio controllato dall'Isis e perciò escluso dalla tregua. Non è chiaro se i raid siano stati compiuti dall'aviazione siriana, da quella russa o dalla Coalizione a guida Usa. Sempre l'Ondus segnala l'entrata di nuoveforze turche nel nord della Siria nell'ambito dell'operazione 'Scudo dell'Eufrate' diretta contro l'Isis ma anche contro le milizie curde dell'Ypg. Giovedì proprio in Turchia vi è stato un colloquio tra i capi delle forze armate russe e turche che lasciava intendere nuovi sviluppi nella cooperazione tra Ankara e Mosca dopo una visita in Russia il mese scorso del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. E ieri Lavrov ha sottolineato che la stessa Turchia e altri Paesi "stanno iniziando a mostrare maggiore flessibilità" sulla richiesta di dimissioni del presidente Assad.


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