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Tim/La battaglia tra Vivendi e Elliott in mano ai legali



MILANO. La strada per portare Tim a diventare una public company è diventata una complica- ta matassa in mano agli avvocati. I sindaci hanno assegnato un punto al fondo Elliott ribaltando la decisione del Cda e integrando l'ordine del giorno dell'assem- blea del prossimo 24 aprile con la richiesta presentata dal fondo Usa di revoca e sostituzione dei consiglieri in quota Vivendi.

Intanto, con un giorno di anticipo sulla scadenza Vivendi ha presentato la sua lista, tutti nomi nuovi, per la nomina del collegio sindacale. I francesi hanno candidato come effettivi Marco Fazzini, Francesco Panni Schiavone, Pietro Mastropasqua e Mara Vanzetta. Come sindaci supplenti sono candidati Antonia Coppola, Andrea Balelli, Maria Francesca Talamonti e Silvio Tirdi.

Ora si aspetta che anche Elliott ed eventualmente Assogestioni presentino le proprie. Se i fondi italiani non dovessero presentare una lista potrebbe significare che daranno il loro appoggio a quella del fondo americano.

Tim da parte sua dovrebbe procedere entro il 9 aprile (che è anche il termine per la presenta- zione delle liste per l'assemblea del 4 maggio) a pubblicare il nuovo ordine del giorno, ma il cda vuole vederci chiaro e aspetta di leggere la relazione dei sindaci per capire se avevano dav- vero diritto di intervenire sostituendosi al board.

Per questo, "per discutere delle eventuali azioni a valle della decisione del collegio sindacale" fra 10 gior- ni il cda si riunirà di nuovo. Prima di muoversi anche Vivendi vuole vedere le motivazioni dei Sindaci.

L'idea sottostante è che il Collegio Sindacale non avesse ragione di muoversi perchè il cda non è rimasto "inerte", come indica l'articolo 126 del Tuf a cui fanno riferimento i Sindaci, ma ha deciso di non accogliere le richieste motivando la decisione, ovvero ritenendole superate dagli eventi. In questo caso non sarebbe dovuto essere il Collegio di vigilanza bensì il Tribunale ad intervenire ("sentiti i componenti degli organi di amministrazione e di controllo, ove il rifiuto di prov- vedere risulti ingiustificato").

Ultima ratio per i francesi potrebbe essere far ricorso d'urgenza al Tribunale. Il cda non ha af- frontato dunque i temi dell'assemblea ma si è limitata ad esaminare la relazione sulla remu- nerazione che sarà poi portata al voto il 24 aprile.

Nessuna novità per ora nemmeno dal fronte Consob che sta indagando sulle dimissioni in blocco del consiglio. Bocce ferme dunque e legali al lavoro per capire anche quali scenari si possono aprire in Assemblea.

Al primo punto all'ordine del giorno c'è la nomina dell'ad Amos Genish (nella foto), questo rie- quilibrerebbe il cda impedendone la caduta e traghettandolo fino al 4 maggio.

Ma se la proposta di Elliott invece dovesse essere approvata (revoca dei consiglieri nominati da Vivendi e nomina di 6 nuovi consiglieri indipendenti) non si renderebbe necessario il rinnovo. In Borsa il titolo resta inchiodato a 0,77 euro.


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