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Tim/La Rete è partita in coppia con il Governo

  • 20 nov 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


CALENDA : L'ESPROPRIO COSTA 35 MILIARDI.Vivendi intanto non scopre le carte

MILANO. Luigi Gubitosi prende il timone di Tim e comincia a prendere confidenza con la macchina. Giornata di riunioni con le prime linee per poter iniziare presto a mettere a punto il nuovo piano industriale. Il dossier caldo è quello della Rete, una partita che il gruppo gioca 'in doppio' con il Governo.In Borsa la speculazione spinge il titolo (+3,9% a 0,547 a.d. euro) sulle prospettive di scorporo della rete e anche su un valore a sconto del titolo. Buono anche il volume di scambi con 134 milioni di azioni passate di mano rispetto ai 93 milioni di venerdì scorso. Debole in Brasile Tim Participacoes che cede lo 0,5%. L'ex a.d.Amos Genish riteneva premature o irrelizzabili le proposte di Elliott della prima ora, che contemplavano il deconsolidamento della Rete, la riduzione della quota di Inwit fino al suo azzeramento e la cessione del controllo di Sparkle, oltre alla possibile fusione di Tim Brasil con un operatore locale. In meno di 6 mesi il fondo Usa sembra aver ottenuto quello che chiedeva Genish e Vivendi, che aveva giocato duro nella battaglia per la governan- ce, per ora non risponde. "Chiedo subito una assemblea entro la fine dell’anno" ha detto domenica Genish al suo primo Cda come semplice amministratore, ma non risultaancora formalizzata una richiesta. I legali del gruppo francese però sono al lavoro e stanno studiando tutte le opzioni possibili. E’ probabile che la strada sia quella di chiamare i soci al voto sullo scorporo nel caso questo prendesse forma, la perdita di controllo di un asset fondamentale necessiterebbe - fanno notare fonti qualificate - una delibera dei soci. Le voci della politica intanto continuano a risuonare. Sulla fusione Tim-Open Fiber "sto studiando perché non mi piacciono gli onniscienti - dice Matteo Salvini -. Si tratta di un fascicolo fondamentale per lo sviluppo e sicurezza del Paese, che è quello delle infrastrutture". Una riflessione che "abbiamo iniziato noi, prima con la golden power su Tim, poi col lavoro fatto con Agcom" ma ora "quello che vuole fare il governo è espropriare la rete a Tim che costerebbe tra i 20 e i 35 miliardi: è una roba folle, ammes- so che si possa fare. Si copia e si copia male" ribatte l'ex ministro Carlo Calenda.


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