Torino, un sabato blindato
- Redazione

- 31 mar 2019
- Tempo di lettura: 2 min
CORTEO DEGLI ANARCHICI/QUATTRO ARRESTI, BLOCCATI DUECENTO STRANIERI

TORINO. Sabato pomeriggio ‘blindato’per Torino, attraversata in lungo e in largo da un corteo di anarchici arrivati dall’Italia e dall’estero per ‘riprendersi la città’. Il bilancio è di quattro arresti, nove denunce e otto fogli di via da parte delle forze dell’ordine, che hanno sequestrato bombe carta, maschere antigas, tirapugni, coltelli, bottiglie incendiarie, spranghe e molto altro ancora.
“Abbiamo garantito la sicurezza dei torinesi e il diritto di manifestare liberamente nel rispetto delle regole a chi è sceso in strada. Chi quelle regole non voleva rispettarle è stato bloccato”, commenta il questore Francesco Messina, che ha ricevuto i complimenti del capo della polizia, Franco Gabrielli.
L’arsenale sequestrato era al seguito di 200 anarcoinsurrezionalisti. Francesi, spagnoli e greci che la polizia ha bloccato in via Aosta, alla periferia nord di Torino, già in mattinata. “Volevano condizionare l’intera manifestazione - spiega il questore - e, dopo essere stati identificati, verranno denunciati”. In precedenza erano stati arrestati quattro giovani provenienti dal Veneto, perché fermati sull’autostrada Torino- Milano al casello di Rondissone. Avevano in auto bombe carta e altro materiale ancora. Un trentanovenne, frequentatore di un centro sociale nel Cremonese, è stato invece fermato su un treno a Novi Ligure (Alessandria) e denunciato; anche lui era in possesso del ‘kit’ completo per la guerriglia urbana. Tra i denunciati anche quattro francesi, una cittadina olandese e un belga.
Porto di armi o oggetti atti a offendere e resistenza i reati contestati a vario titolo.
Il corteo, a cui ha preso parte un migliaio di persone, è stato il momento culminante di una mobilitazione in corso ormai dal 7 febbraio, giorno dello sgombero da parte delle forze dell’ordine dell’Asilo occupato, per 25 anni base sotto la Mole delle attività di anarchici e antagonisti. Da allora è stata una escalation di arresti, scarcerazioni, denunce, dimostrazioni contro la sindaca Appendino, parapiglia,
tensioni, polemiche politiche. Fino a ieri pomeriggio, quando gli ‘anti-sistema’ si sono ritrovati davanti alla stazione di Porta Nuova, dopo essere partiti da cinque differenti punti di una Torino insolitamente deserta, le serrande dei negozi abbassati e le strade vuote. “Torino non è questa, oggi sembra di vivere in una città sotto assedio”, protesta il vicepresidente del Consiglio comunale Enzo Lavolta (PD), mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Rosso chiede comunicazioni urgenti alla sindaca Appendino, bersaglio di pesanti minacce da parte dei manifestanti. “Appendino la scorta non ti basta” e “non sparare a salve, spara a Salvini” sono alcune delle scritte comparse sui muri del cimitero monumentale, in corso Regio Parco.
La polizia, che ha a presidiato la zona dove sono confluiti i manifestanti, nei pressi dell’ex scuola intitolata a Salvo d’Acquisto, è al lavoro per identificare gli autori.
















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