Tornano i resti dei soldati
- Redazione

- 28 lug 2018
- Tempo di lettura: 2 min

COREA DEL NORD/RICONSEGNATE 55 VITTIME AMERICANE DELLA GUERRA
SEUL. Cinquantacinque ossari, senza nome, avvolti ciascuno in una bandiera a stelle e strisce, sbarcati a braccia, uno alla volta, da soldati americani nella base aerea Usa di Osan, in Corea del Sud, dove ad accoglierli c’è un picchetto e centinaia di militari Usa e loro familiari: così si è svolta ieri, nell’anniversario dell’armistizio che mise fine alle ostilità della Guerra di Corea (1950-53), la consegna dei resti di 55 presunti soldati americani da parte della Corea del Nord, una prima parte dei circa 5.300 soldati americani che da 65 anni mancano ancora all’appello dei vivi e dei morti. La consegna era fra le clausole del disgelo, accanto agli impegni per la denuclearizzazione, dello storico vertice di Singapore del 12 giugno scorso fra Donald Trump e Kim Jong-un. “Voglio ringraziare il ‘chairman’ Kim per aver mantenuto la promessa”, ha dichiarato il pre- sidente americano. Per una cerimonia con gli onori militari, bisognerà attendere l’esito degli esami forensi, dei test del Dna, perché, come ricorda alla Bbc John Zimmerlee, figlio di un soldato americano mai tornato da quella guerra e fondatore dell’associazione Usa dei familiari dei militari scomparsi e caduti in Corea, “non c’è alcuna garanzia che si tratti effettivamente di soldati americani”, ma solo di resti umani che la Corea del Nord allora decise che erano di suoi nemici. “Potrebbero essere britannici, australiani, belgi, chiunque”. “E’ dura vivere lapropria vita non sapendo cosa sia accaduto a un tuo caro”, ha dichiarato la figlia di un soldato statunitense disperso in quel sanguinoso conflitto, nel quale persero la vita, per grandi stime, circa un milione e mezzo di nordcoreani e loro alleati, 400.000 sudcoreani, 30.000 americani, un migliaio di britannici. I soldati Usa che combatterono in Corea furono 326.000. Tuttora mancano all’appello 33.000 fra americani (5.300) e militari degli altri Paesi della coalizione a guida americana. A questa prima consegna, che ha comunque un valore distensivo simbolico, potrebbero seguirne altre. Gli esperti, citati dai me- dia, stimano che i nordcoreani al momento abbiano messo insieme i resti di 200 persone.
















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