Torturata dai genitori
- 31 lug 2016
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IL CAIRO. Incatenata al collo e alle mani e torturata per oltre un anno dai genitori. E' la terribile storia di orrore che ha come protagonista una giovane egiziana di appena 18 anni che abita in un remoto villaggio nel governatorato di Sohag in Alto Egitto. A scoprirla in precarie condizioni fisiche ed in uno stato di totale sudditanza psicologica nei confronti dei suoi carnefici - scrive il sito di informazione Youm 7 - sono state giovedì le forze dell'ordine che l'hanno liberata e arrestato i familiari.
"Hayat" (nome di fantasia), viveva reclusa in una stanza-cella di pochi metri quadrati dove si verificavano le violenze.
"Dopo il divorzio mio padre si è risposato ma la mia matrigna ha iniziato a trattarmi male e a darmi legnate - ha raccontato la ragazza in un video mostrando i lividi e le piaghe -. Allora le ho rubato dei soldi e sono scappata ma mi hanno ripreso, hanno comprato delle catene e mi hanno imprigionata". Una violenza inaudita.

"Mangiavo pochissimo - ha proseguito - a volte pane e acqua che lanciavano a terra come ai cani, e poi mi riempivano di botte".
La ragazza ha rivelato di essere stata minacciata più volte di essere uccisa. "Un giorno uno dei miei fratelli ha preso una sbarra di ferro arroventata e me l'ha poggiata sul viso", ha aggiunto con un filo di voce.
Il ritrovamento è avvenuto per caso. La polizia stava cercando il padre, già condannato in contumacia per vari reati, ed una volta entrata nell'abitazione-lager, ha udito i lamenti di Hayat e l'ha trovata legata con catene e manette, magra, con piaghe purulente ai polsi e ferite al collo, enormi
lividi alle braccia ed i capelli tagliati cortissimi in segno di sfregio. Liberata la giovane è stata medicata in ospedale.
La matrigna si è difesa sostenendo di avere eseguito gli ordini del marito che aveva deciso di incatenare la figlia per evitare che scappasse: "L'ho sempre trattata bene come gli altri miei figli. Quando le davo da mangiare le toglievo le manette, ma lei scappava e allora dovevo legarla".
Hayat ha chiesto di andare a vivere con la nonna ed uno zio. In un primo momento aveva ritirato la denuncia contro i suoi aguzzini ma ieri è tornata sui suoi passi
presentando una denuncia formale. Non è la prima volta che in Egitto si verificano casi simili. L'anno scorso una donna uccise a legnate i figli, di 2 e 4 anni, che il marito aveva avuto in prime nozze da un'altra donna. Tali episodi riguardano in particolare le famiglie dove l'uomo si è risposato, o per un lutto o per divorzio. Secondo gli esperti all'origine ci sarebbe la gelosia nei confronti della ex consorte che può esplodere in veri e propri atti di follia e di sadismo che investono i più indifesi, i bambini, malmenandoli e torturandoli a volte fino alla morte.
















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