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Tratta, fermati 3 nigeriani

  • 18 apr 2018
  • Tempo di lettura: 2 min

PRATO/VIOLENZE, RITI VOODOO E STUPRI DI GRUPPO CONTRO RAGAZZE GIOVANISSIME


PRATO. Costrette a prostituirsi, picchiate e violentate, pure con stupri di gruppo. Minacciate di subire riti voodoo, temutissimi nelle credenze africane, e violenze da poter infliggere anche alle famiglie rimaste in Nigeria. Coinvolte in traffici di cocaina.

Questa la tratta in Italia di giovanissime africane, anche minorenni, emersa in tutta la sua crudezza a Prato grazie a un'inchiesta della Dda di Firenze, pm Angela Pietroiusti, insieme

a carabinieri e polizia. In questo contesto è ignota la sorte di una ragazza africana: è sparita e tra gli inquirenti si fa avanti, fortissima, l'ipotesi di omicidio e di occultamento del cadavere. L'indagine è nata dalla fuga di una ragazza nel dicembre scorso. Al momento comunque, con l'accusa di tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione, traffico di stupefacenti, minacce, lesioni e violenza sessuale, ci sono tre persone arrestate in carcere su ordine del gip

Angela Fantechi. Sono due donne e un uomo, nigeriani residenti a Prato, addirittura da un ventennio: il loro appartamento in via Ferrara era il luogo degli orrori. Si chiamano, tra molti alias, Ogbol Joy Jeremiah, 40 anni e Linda Ify Haruna, di 34 anni, e un 48enne, Jerry Ogboy Atoe, di 48 anni.

Quest'ultimo è l'uomo che incuteva paura per la sua malvagità e risulta anche l'organizzatore degli stupri di gruppo (dalle indagini ne emergono al momento due; uno sarebbe avvenuto vicino alla stazione). Stupri con altri nigeriani da identificare, contro le 'ribelli', regolarmente picchiate, anche davanti ai bambini.

Le giovani erano impegnate a prostituirsi nelle vie di Prato anche per restituire il riscatto di 30.000 euro necessario per venire in Italia e pagato dalle famiglie in Nigeria. Nella casa di via Ferrara lo stesso 48enne venne visto sotto cocaina ferire all'addome, con una bottiglia, la ragazza sparita. La giovane ebbe un'emorragia e, riportano le indagini, lo implorò di portarla all'ospedale ma l'aguzzino non lo fece.

Fu quindi vista vestirsi e uscire dall'appartamento, poi le altre compagne di sventura non hanno saputo più nulla e alla Dda oggi sospettano che l'abbiano uccisa. La vicenda ha avuto una svolta quando i carabinieri hanno fermati i tre, temendone la fuga.

Poi il gip, valutando le indagini, ha disposto la misura cautelare del carcere visti i gravi indizi a loro carico e anche tenendo conto che persone sospette si sarebbero avvicinate alla struttura protetta dove vive adesso una delle giovani sfruttate, quella che è riuscita a fuggire dalla casa degli orrori, sui cui racconti si basa una parte dell'inchiesta.

La tratta avrebbe riguardato gruppi di quattro-sei ragazze per volta. E non c'era solo prostituzione perché risulta che fossero utilizzate anche per trasportare cocaina fra Prato e altre città d'Italia.


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