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Trevi, la famiglia parteciperà alla manovra di rafforzamento

di Massimo Lapenda

Il Cda accoglie positivamente la decisione: stop a diatribe giudiziarie


MILANO. Scoppia la pace tra la famiglia Trevisani e il consiglio d'amministrazione di Trevi, il gruppo di ingegneria di Cesena specializzato in grandi opere del sottosuolo su cui pesano debiti per 700 milioni di euro. La famiglia, che detiene il 32,7 per cento del capitale, ha deciso di aderire alla manovra di rafforzamento patrimoniale che prevede un aumento di capitale da 130 milioni di euro. La decisione è stata accolta positivamente dalla Borsa con il titolo che ha chiuso in rialzo del 2,26 per cento a 0,24 euro. Oltre all'aumento di capitale la società ha previsto anche la conversione di 63 milioni di euro di crediti da parte delle banche e nuove linee di credito per 41 milioni. Nei mesi scorsi la famiglia Trevisani, tramite la Holding Thse, si era opposta alla manovra con un ricorso al tribunale di Bologna, chiedendo la nomina di un amministratore giudiziario. L'udienza per discutere della diatriba giudiziaria è stata fissata per il prossimo undici settembre, a poche settimane dall'assemblea degli azionisti, convocata per il 23 settembre, che dovrà approvare i conti e rinnovare il consiglio d'amministrazione in scadenza. A distanza di poche settimane dall'udienza la famiglia Trevisani ci ripensa e, oltre all'adesione al rafforzamento del gruppo, chiede anche la "risoluzione dei contrasti e delle controversie giudiziarie nel frattempo insorte", subordinatamente all'accettazione di "alcune condizioni - è scritto in una nota - e previa assunzione, adozione o rilascio di ogni determinazione, atto o autorizzazione necessari a ren- derle legittime nel contesto della procedura di concordato preventivo di Thse". Il Consiglio di amministrazione di Trevi ha valutato "positivamente l'iniziativa" ed ha dato mandato al "Cro Sergio Iasi - prosegue la nota - per le opportune valutazioni e per approfon- dirne le concrete possibilità di realizzazione, ai fini di una eventuale successiva sottoposizione di una proposta definitiva al consiglio stesso". I bilanci degli ultimi due anni hanno evidenziato una situazione di forte criticità con una perdita di 576 milioni, il debito a 700 milioni, i ricavi scesi a 618,1 milioni e il patrimonio netto diventato negativo per 148 milioni. Gli altri azionisti, Cdp (16,8%) e Polaris (10%), hanno già dato la loro disponibilità a coprire una parte dell'aumento di capitale mettendo a disposizione la somma di 77 milioni di euro.

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