Trieste fra destra e sinistra
- Redazione

- 4 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min

SI “SFIORANO” LE MANIFESTAZIONI DI CASAPOUND E DELLA RETE ANTIFASCISTA
TRIESTE. C’è stato un momento, nel pomeriggio, in cui il corteo di CasaPound e quello organizzato dalla rete antifascista si sono sfiorati nel centro di Trieste, senza però incontrarsi. La città è rimasta blindata da ieri mattina. Transenne, reti metalliche, mezzi delle forze dell’ordine e idranti hanno bloccato per ore il passaggio in alcune vie centrali e lungo il percorso dei due cortei per scongiurare che le due fazioni venissero a contatto. Diversi negozi sono rimasti chiusi, come la città, in un giorno di festa, quello del patrono di San Giusto.Alle finestre una “guerra” di striscioni, a favore di una o dell’altra manifestazione. Da una parte i militanti e simpatizzanti di CasaPound, giunti da tutta Italia in “5 mila” - secondo gli organizzatori - per celebrare la fine dellaGrandeGuerraelavittoriadell’Italia.Dall’altra una contro manifestazione - “siamo in 7 mila” - promossa dalla rete antifascista, antirazzista e antisessista di Trieste per dire no all’iniziativa di CasaPound. Una città divisa da due cortei e segnata da settimane di polemiche, cominciate subito dopo l’annuncio dell’iniziativa dell’estrema destra. “Si è parlato di fascismo e di razzismo, di militarizzare la città, ma questa è una commemorazione”, ha precisato il segretario nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano, rimasto per tutto il tempo alla testa del corteo. Una sfilata di bandiere e fumogeni silenziosa, accompagnata solo dalla musica degli altoparlanti e interrotta da qualche applauso dei passanti, fino alla meta, dove è stata celebrata una cerimonia per l’unità delle terre italiane. Scandita da slogan e musiche, invece, la manifestazione, partita da campo San Giacomo, con in testa lo striscione “Liberiamoci dai fascisti” e promossa da Cgil e Anpi.Ad animarla c’erano associazioni, sindacati, studenti, famiglie, esponenti politici di Pd, Pci e LeU, come Debora Serracchiani: è una manifestazione “fondamentale” per l’unità della sinistra, ha detto. “È una giornata straordinaria, siamo popolo, giovani, meno giovani, vecchi, siamo tutti d’accordo, uniti e unite, nelle nostre diversità nei valori dell’antifascimo”, ha osservato Lidia Menapace, staffetta partigiana, politica e attivista, concludendo dal palco. Un breve momento di tensione si è registrato quando un gruppo isolato si è sganciato dai militanti di Potere al popolo raggiungendo gli esponenti del Pd chiedendo loro di non partecipare al corteo. Un episodio che si è concluso in fretta ma con un contuso lieve. Concluso il corteo, gli antifascisti sono tornati al punto di partenza, dando vita a balli e musica a oltranza per ribadire “pace, costituzione e resistenza”. A qualche chilometro di distanza, il corteo di Casapound si era già sciolto. Plauso del procuratore Capo di Trieste, Carlo Mastelloni, per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine.
















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