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Trovato biglietto di Garlaschi: “Chiaro interesse sessuale”

  • 13 feb 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


SVOLTA NELLE INDAGINI SUL MOVENTE DIETRO LA MORTE DI JESSICA

MILANO. C'è un biglietto scritto a mano da Alessandro Garlaschi ad indicare il "chiaro interesse sessuale" verso la vittima come possibile movente dell'omicidio di Jessica Valentina Faoro, colpita a morte con una quarantina di coltellate il 7 febbraio in via Brioschi, a Milano. A spiegarlo è il gip Anna Calabi nell'ordinanza con cui ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere per il tranviere, in cella con l'accusa di omicidio volontario. "Ciao bimba - scriveva l'uomo alla 19enne, ospite nella sua abitazione, in un foglietto ritrovato sul comodino della sua camera da letto - sai che tvb. E ci tengo un casino a te! Stasera spero che mi starai facendo 'qualcosina' oltre al dvd, ma devi fare tutto tu e dirmi quando iniziare. Mi raccomando con il tipo stasera...". Il giudice ricostruisce, infatti, che la ragazza la sera prima di essere uccisa era uscita per un appuntamento con un ragazzo ed era rincasata intorno alle 21. Mezz'ora dopo il 39enne aveva accompagnato la moglie dalla suocera a Novegro, nel Milanese, dove la donna aveva trascorso la notte. Rientrato a casa, avrebbe quindi tentato "un approccio di natura sessuale" con Jessica, aggredita a morte perché avrebbe rifiutato le sue avances. Ore dopo è lo stesso Garlaschi, si legge ancora nel provvedimento, a confessare il delitto prima alla moglie e poi a un operatore del 118. "La ragazza mi ha colpito con un coltello ad entrambe le mani - ammette nella telefonata riportata nell'ordinanza - io sono riuscito a prenderle il coltello, l'ho girato e l'ho colpita allo stomaco". Poi si è chiuso nel silenzio sia davanti al pm che al gip. Tra gli altri indizi e riscontri messi in luce nel provvedimento e a sostegno del movente "sessuale" alla base dell'omicidio, ci sono buste contenenti 'sex toys' comprati su un noto sito di e-commerce e che Garlaschi avrebbe provato a far sparire. Inoltre, secondo il giudice, appare significativo il racconto reso dalla stessa vittima sei giorni prima dell' omicidio e messo a verbale dai carabinieri. Nella notte tra il 31 gennaio e l'1 febbraio, infatti, Jessica, spaventata perché l'uomo "le aveva accarezzato il braccio" mentre riposava, aveva chiamato i militari perché la aiutassero a recuperare i suoi "effetti personali" in casa. In quell'occasione la giovane aveva riferito che Garlaschi le aveva detto di "avere avuto in passato rapporti occasionali con altre donne", oltre a un "rapporto ambiguo" con quella che diceva essere sua sorella, ma che in realtà era la moglie. Il giudice Calabi, infine, ha ritenuto di applicare la misura cautelare in carcere dato il "concreto e attuale" pericolo che il tranviere fuggisse. Lui che "con lucidità ha gestito la fase successiva rimanendo dentro l'abitazione alcune ore ove ha inizialmente tentato di cancellare le prove del delitto e di occultare il cadavere della vittima", provando anche a bruciarlo.


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