Trump, cade anche Coats
- Redazione

- 10 ago 2019
- Tempo di lettura: 2 min
IL PRESIDENTE SILURA IL CAPO DEGLI 007: INTERIM A MAGUIRE. REDCLIFFE COME POSSIBILE SOSTITUTO

WASHINGTON. Dopo i vertici dell'Fbi, Donald Trump azzera an- che quelli degli 007 Usa. E se alcu- ne settimane fa sotto il fuoco della Casa Bianca si è arreso il capo del- l'intelligence Dan Coats, respon- sabile del coordinamento di tutte le agenzie di spionaggio america- ne, ora ad essere silurata è la sua vice, Sue Gordon, un quarto di secolo nella Cia e poi passata al più prestigioso incarico nell'uffi- cio del Director of National Intelligence.
È stata l'ultima decisione del presidente americano prima di par- tire per le vacanze estive, che pas-serà nella sua tenuta di Bedminster, in New Jersey, tra una partita di golf, un incontro di lavoro e qualche evento elettorale. Come in altri casi, il tycoon ne ha dato notizia via Twitter, annunciando anche l'interim affidato all'attuale direttore dell'antiterrorismo, l'ex ammiraglio Joseph Maguire.
Così Trump realizza quello che moltissimi mesi fa aveva in mente, come dimostra l'insofferenza con cui ha spesso reagito alle analisi e alle valutazioni dei vertici degli 007, soprattutto per quel che riguarda il giudizio sulla Russia di Vladimir Putin e sull'influenza di Mosca sulle elezioni americane.
Se l'interim a Maguire evita un vuoto di potere, di fatto - accusa- no gli avversari politici - Trump lascia la comunità dell'intelligence senza una vera leadership in un momento molto delicato, in cui alle sfide più tradizionali si aggiunge quella sempre più preoccupante del terrorismo interno, con l'ascesa di ideologie che hanno ispirato molte delle ultime stragi delle armi, tra cui quella di El Paso.
Per Sue Gordon, che in molti ritenevano la persona più qualifi- cata per sedersi sulla poltrona più alta della Dni, si è trattato di un vero e proprio licenziamento. E lei stessa lo ha voluto sottolineare in una insolita nota che ha seguito il tweet del presidente, in cui ha chia- rito che l'addio è tutt'altro che una sua scelta.
E gran parte degli osservatori concordano sulle motivazioni del- la cacciata: come Coats, spesso in disaccordo con il tycoon, Gordon non garantiva sufficiente lealtà, nonostante sia ritenuta all'interno della comunità dell'intelligence una delle figure più esperte ed affidabili. Quasi una rarità ormai in un'am- ministrazione - scrive il Washin- gton Post - sempre più zeppa di 'yes man'. Soprattutto in ruoli chia- ve e delicati che dovrebbero resta- re al di fuori dell'influenza della Casa Bianca e della politica. Pro- prio come la guida degli 007.
In molti, dunque parlano di en- nesimo segnale d'allarme. E si guarda con timore al futuro della Dni, con il presidente ora a caccia della persona giusta: "Stiamo valutando, è un incarico molto importante e ci sono tante persone che vo- gliono quel posto, ha detto il tyco- on parlando con i giornalisti. Sullo sfondo, resta la possibilità che tor- ni in ballo il nome di John Redclif- fe, il fedelissimo deputato texano che era stato già nominato al po- sto di Coats ma che era stato co- stretto a ritirarsi per l'accusa di aver gonfiato il suo curriculum.
















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