top of page

Trump cede, ma troppo tardi


CHARLOTTESVILLE/LA CONDANNA DEL PRESIDENTE AI RAZZISTI NON PLACA LA BUFERA


NEW YORK. “Il razzi- smo è il male”: a due giorni dai fatti gravissimi di Charlottesville, in Vir- ginia, Donald Trump fi- nalmente chiama le cose con il loro nome. E defi- nisce “ripugnanti” i grup- pi che portano avanti una ideologia di odio, come il Ku Klux Klan, i bian- chi suprematisti o i neo- nazisti: stavolta tutti ci- tati esplicitamente dal presidente americano, che per la seconda volta parla della vicenda al Pa- ese in diretta tv.

Una dichiarazione, quella di Trump, che arriva dopo 48 ore di fuoco, in cui la pressione sulCommander in Chief è stata enorme. “Sono i peggiori giorni della sua presidenza”, afferma qualcuno. Tutti contro di lui, perché quasi nessuno in America - anche moltissimi dei suoi elettori - gli ha perdonato il non aver condannato espressamente i gruppi del nazionali- smo bianco e di estrema destra subito dopo gli incidenti. Nei quali è morta anche una giovane manifestante anti- razzista, investita volontariamente con l’automobile dal ventenne James Fiel- ds, vicino a gruppi neonazi.

Ma la polemica è lungi dall’affievo- lirsi. Perché per molti la condanna del presidente è arrivata troppo tardi. La- sciando più di un’ombra su cosa realmente Trump pensi a proposito delle posizioni dell’estrema destra america- na. Tanto che diversi osservatori si chie- dono se il tycoon abbia aggiustato il tiro per sua propria volontà, o piutto- sto perché ‘costretto’ da parte dei suoi consiglieri e dal partito repubblicano. E soprattutto dalla bufera provocata che rischia di travolgerlo.

“L’attacco di Charlottesville è stato “orribile”, ha detto Trump, prometten- do che “sarà fatta giustizia” contro chi ha provocato una violenza dettata dal- l’odio e dall’intolleranza.

Poco prima alla Casa Bianca - dove è tornato interrompendo le sue ‘vacan- ze di lavoro’ a Bedminster, in New Jer- sey - aveva incontrato il direttore del- l’Fbi, Chris Wray, per un aggiornamen- to sulle indagini, e il ministro della giu- stizia, Jeff Sessions, che ha aperto un inchiesta per violazione dei diritti ci- vili. I retroscena dei media parlano di un presidente a momenti furioso per il polverone degli ultimi giorni e a mo- menti profondamente frustrato.

La lettura dei giornali non aiuta. L’autorevole Financial Times parla di “vuoto alla Casa Bianca”, un vuoto “che va riempito”. E anche Corporate Ame- rica si schiera contro l’atteggiamento ‘equivoco’ e tentennante di Trump nel condannare i gruppi dell’estremismo nazionalista. Troppo per chiunque. Il numero uno del colosso farmaceutico Merck, l’afroamericano Ken Frazier, con un gesto clamoroso ha deciso di lasciare il comitato degli industriali che alla Casa Bianca supporta il presidente nella messa a punto delle sue politiche economiche. E presto potrebbe essere seguito da altri. Col Washington Post che lancia un appello a tutti gli uomini di Wall Street o della Silicon Valley che hanno un ruolo di consiglieri per la Casa Bianca a mollare.

“Dobbiamo respingere l’odio e l’in- tolleranza”, ha affermato Frazier: “Sen- to la responsabilità di schierarmi con- tro l’intolleranza e l’estremismo”.

La risposta di Trump su Twitter non aiuta a rasserenare il clima: “Ora Fra- zier avrà più tempo per ridurre i prezzi dei medicinali, che sono un furto”.

Ma intanto anche Goldman Sachs prende posizione: “Bisogna isolare co- loro che cercano di dividerci”, affer- ma l’amministratore delegato Lloyd Blankfein.


Commenti


bottom of page