Trump cerca amici nell’Ue
- Redazione

- 17 giu 2018
- Tempo di lettura: 2 min
TELEFONATA AL PRESIDENTE FRANCESE MACRON PER RIDURRE LE BARRIERE DOGANALI

WASHINGTON. “Ora l’Europa tratti per ridurre le barriere doganali”: all’indomani della nuova offensiva tariffaria contro Pechino, Donald Trump riapre il fronte europeo con una telefonata al presidente francese Emmanuel Macron, suo interlocutore privilegiato nel vecchio continente, per parlare non solo di Corea del nord, Siria e Iran ma anche per rilanciare l’invito alla Ue “ad entrare in negoziati per ridurre le barriere” tariffarie.
Negoziati per ora congelati dalla decisione della Casa Bianca di togliere dal primo giugno l’esenzione sui dazi per acciaio e alluminio e dalle contromisure annunciate da Bruxelles.
La Ue ha nel cassetto un piano per colpire soprattutto prodotti simbolo del “made in Usa”, come i jeans Levi’s, le moto Harley- Davidson o il bourbon del Kentucky. Una rappresaglia che potrebbe costare agli Stati Uniti almeno 7,5 miliardi di dollari, con le prime tariffe europee pronte a scattare dal prossimo 20 giugno.
Lo spettro è quello di una escalation della guerra commerciale, soprattutto se Trump opterà anche per i dazi sulle auto. Il tycoon continua a usare bastone e carota con tutti, alternando strappi a dialogo in una tecnica negoziale muscolare che usa sin da quando ha cominciato a costruire il suo impero immobiliare.
Lo ha fatto con “il grande amico” cinese Xi Jinping e lo sta facendo anche gli alleati storici occidentali, come si e’ visto nel burrascoso G7 canadese, che ha segnato la rottura fra Donald Trump e gli altri partecipanti con la retromarcia del tycoon sul comunicato finale.
Ma ieri, una settimana dopo, il presidente Usa attacca i “Fake News Media” rivendicando su Twitter di andare d’accordo con gli altri leader e di aver buoni rapporti con quelli europei, compresa la cancelliera tedesca, con cui notoriamente non ha un grande feeling. “Ho una grande relazione conAngela Merkel, ma i Fake News media mostrano solo le foto negative (insinuanti
rabbia) delle negoziazioni di un accordo in cui chiedo cose che nessun altro presidente americano chiederebbe!”, ha cinguettato postando scatti positivi con volti sorridenti e distesi. In contrasto quindi con quella che è diventata la foto simbolo del vertice, dove tutti i leader in piedi, tra cui la Merkel con fare apparentemente minaccioso appoggiata alla scrivania, si rivolgono ad un Trump seduto a braccia conserte con il muso lungo.
“I Fake news media hanno detto che non sono andato d’accordo con altri leader al summit G7 in Canada. Ancora una volta sbagliano! Grandi discussioni con il presidente della Commissione Ue Jean- Claude Juncker e con il presidente del consiglio Ue Donald Tusk al summit G7 in Canada la scorsa settimana”, ha aggiunto.
Per ora, tuttavia, sembra restare un grande gelo tra i leader del G7 e Trump.
Anche Pechino si è irrigidita, reagendo ai nuovi dazi americani su merci cinesi per 50 miliardi di dollari con l’annullamento di ogni risultato raggiunto sinora nei negoziati bilaterali e con contromisure di uguale forza e impatto.
Intanto, dopo il premier italiano Giuseppe Conte, Donald Trump cerca e trova altre sponde in Europa. E lo fa telefonando al premier ungherese Viktor Orban per congratularsi del nuovo governo e cavalcare un comune cavallo di battaglia: le frontiere sicure e la lotta all'immigrazione.
“Entrambi i leader hanno concordato sulla necessità di forti confini nazionali”, ha fatto sapere la Casa Bianca, ribadendo l'impegno di entrambi a “mantenere forti le relazioni fra Stati Uniti e Ungheria”.
















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