Trump chiude le orecchie
- Redazione

- 19 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min

KHASHOGGI/IL PRESIDENTE: L’AUDIO DEL DELITTO È BRUTALE, NON L’HO ASCOLTATO
WASHINGTON. Donald Trump si rifiuta di ascoltare la registrazione dell’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi (nella foto Ansa) nel consolato saudita di Istanbul, ma promette entro domani un rapporto completo sulla vicenda dopo quello “prematuro” della Cia, che secondo i media Usa accusa il principe ereditario Mohammed bin Salman come il mandante. Intanto il ministro della difesa turco Hulusi Akar ipotizza sulla Cnn che i killer del giornalista abbiano lasciato il Paese tre-quattro ore dopo il delitto portando via il suo corpo smembrato dentro una valigia, senza incontrare problemi per la loro immunità diplomatica. A tingere ulteriormente di giallo la vicenda è spuntata una donna egiziana che sostiene di aver sposato Khashoggi lo scorso giugno in Usa e chiede di essere riconosciuta come sua vedova. Ma, nonostante gli sms, le foto che li ritraggono insieme e un testimone, non ci sono riscontri di certificati matrimoniali, mentre la fidanzata del giornalista, Hatice Cengiz, sospetta che sia un tentativo di screditarlo. Le foto peraltro sono apparse online in vari account Twitter che sostengono bin Salman. “Noi abbiamo la registrazione, non voglio ascoltarla... perché è una registrazione di sofferenze”, ha dichiarato il presidente in una intervista a Fox News, riferendosi all’audio del delitto fornito dalle autorità turche agli Usa e ad altri alleati occidentali. “Sono stato completamente informato (sull’audio, ndr). So esattamente ciò che è accaduto... è molto violento, molto brutale e orribile”, ha aggiunto il tycoon, suscitando qualche perplessità tra quanti si aspettavano un commander in chief meno vulnerabile di fronte alla brutalità, avendo sostenuto tecniche di tortura come il waterboarding. Dopo aver parlato sabato con il capo della Cia Gina Haspel, Trump ha frenato sulle conclusioni dell’agenzia di intelligence diffuse dai media americani. “Non hanno valutato ancora nulla. E’ troppo presto. E’ un rapporto prematuro”, ha detto, pur non escludendo nulla. Poi ha promesso un “rapporto completo in un paio di giorni, probabilmente lunedi’ o martedi’”. “E’ una cosa orribile quella che è successa, l’uccisione di un giornalista. Non avrebbe mai dovuto accadere”, ha accusato, evitando però di puntare il dito contro bin Salman. Secondo la stampa Usa, invece, la Cia ha concluso che è lui il mandante, sulla base di varie intercettazioni telefoniche, della vicinanza dei killer al principe ereditario e della convinzione diffusa che come governante di fatto del regno non poteva non sapere. Una tesi che mette in imbarazzo l’amministrazione Trump, desiderosa di salvare il suo prezioso alleato in Medio Oriente, e che smentisce il governo di Riad. L’ultima della varie versioni fornita dalle autorità saudite, che hanno incriminato 15 persone, è quella di un’operazione finalizzata a riportare Khashoggi in Arabia Saudita ma finita male, a causa di una overdose letale. Un’operazione di cui Bin Salman non sarebbe stato a conoscenza. Ma dopo le ultime rivelazioni il Congresso sembra pronto a dare battaglia. E anche dentro il governo ci sarebbero divisioni, come suggeriscono le dimissioni di Kirsten Fontenrose, direttrice per la regione del Golfo Persico all’interno del National security Council, che era a favore di una linea dura contro Riad
















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