“Trump deve rispettarci”
- Redazione

- 15 nov 2018
- Tempo di lettura: 3 min

FRANCIA/IL PRESIDENTE MACRON RISPONDE ALLA RAFFICA DI TWITTER DEL TYCOON
PARIGI. “Quando gli Stati Uniti vollero la loro indipendenza, la Francia fu al loro fianco. Nella 2/ a guerra mondiale, decine di migliaia di americani vennero a morire sulle nostre terre. Quando gli Usa furono attaccati a inizio millennio la Francia fu al loro fianco e dei nostri figli morirono in quel conflitto. Siamo stati sempre alleati, e fra alleati ci si deve rispetto. Altro non voglio sentire, non voglio attaccarmi a dei tweet ma portare avanti la nostra alleanza”: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, commentando in diretta tv dalla portaerei Charles de Gaulle, i tweet di martedì del presidente americano Donald Trump. Nella raffica di tweet dopo la sua visita a Parigi, Donald Trump ha fatto più volta riferimento alla Francia e al suo presidente, Emnmanuel Macron, scrivendo fra l’altro: “Il problema è che Emmanuel ha un livello di approvazione molto basso in Francia, il 26%, e un tasso di disoccupazione a quasi il 10%”. “Gli Stati Uniti e la Francia - ha continuato ieri Macron - sono alleati ogni giorno contro il terrorismo islamico, i nostri soldati rischiano la vita insieme e questa è la decisione più grave da prendere per un presidente”. Trump, ha chiesto l’intervistatore, ha attaccato Macron anche sulla sua popolarità in ribasso: “Non vado a fare dibattiti sulla mia popolarità con il presidente degli Stati Uniti, con il quale sono stato 3 ore faccia a faccia due giorni fa - ha risposto il capo dell’Eliseo - stasera sono su questa portaerei, un gioiello delle nostre forze armate, della nostra tecnologia, che solo noi e gli Stati Uniti abbiamo. Un gioiello dell’eccellenza di donne e uomini francesi, e non faccio diplomazia con i tweet”. Quanto al motivo che ha scatenato la polemica con gli Stati Uniti, la determinazione di Macron a costituire un esercito europeo autonomo “anche” dagli Stati Uniti, il presidente francese ha sottolineato: “La cancelliera Angela Merkel ha detto la stessa cosa su questa nostra iniziativa di costruire un esercito europeo, è d’accordo con me. In un mondo sempre più incerto non posso dire ai miei cittadini ‘metto tutta lanostrasicurezzanellemaniamericane’.E’ilnostro esercito che deve difendere i nostri cittadini, dobbiamo essere autonomi, non dipendere da nessuno, neppure dagli Stati Uniti”. A parte le polemiche con Donald Trump, il presidente francese deve fare i conti con le polemiche interne. Il 73% dei francesi appoggia la mobilitazione dei cosiddetti “gilets-jaunes” il movimento di cittadini e automobilisti che ha indetto una manifestazione nazionale per sabato prossimo in tutta la Francia per protestare contro l’innalzamento delle tasse sulla benzina diesel voluto da Macron: è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Istituto Elabe per Bfm- TV. Ieri mattina, il governo ha tentato di disinnescare la protesta annunciando alcune misure a favore del “potere d’acquisto” degli automobilisti. Ma la rabbia non scema. Il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha avvertito che la Francia “non tollererà” il blocco “totale” di strade e autostrade, invocata da alcuni “gilets-jaunes” in vista della manifestazione di sabato.
“Riconosco il diritto a manifestare sabato prossimo, ma c’è anche il diritto di altri francesi di circolare liberamente. E bisogna proteggerli se devono andare, ad esempio, al pronto soccorso” ha detto Macron ieri sera a bordo della portaerei Charles de Gaulle. Macron arrivato in elicottero ieri a metà pomeriggio sulla Charles de Gaulle, che ha appena concluso un profondo rinnovamento delle sue strutture, sarà il primo presidente francese a dormire a bordo di quella che è l’unica portaerei e fiore all’occhiello delle forze armate francesi. Il presidente si è detto cosciente dell’”impazienza” e della “rabbia” dei francesi e si rammarica di non essere riuscito a “riconciliare il popolo francese con i suoi dirigenti”: “E’ una cosa che mi tocca - ha detto - se riguardasse soltanto la mia persona non sarebbe grave. Questo divorzio mi preoccupa. L’ho visto sul terreno, ho visto la rabbia, le domande. Questo mi tocca profondamente”. Questa impazienza, ha proseguito Macron, “la sento e la condivido. Ma bisogna considerare quello che questo governo ha fatto finora. Se guardo ai miei predecessori, vedo che quando le cose cominciavano a essere difficili, si cambiava strada. Invece ora bisogna trasformare il Paese, prendere decisioni che da decenni non venivano prese. La riforma delle ferrovie, ad esempio: mi dicevano ‘tutti hanno rinunciato’. E infatti ci sono stati scioperi tutti i giorni ma alla fine l’abbiamo fatta”. “I risultati - ha aggiunto il capo dello Stato - non si vedono subito, ma magari fra 10 anni avremo ferrovie francesi competitive. Bisognava che qualcuno prendesse queste decisioni, come la riforma del mercato del lavoro, la ricostruzione della scuola, gli investimenti nella sicurezza. Io non cambio linea, non ci sono stati errori strategici. E’ un momento di transizione”.
















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