Trump: “Era solo un folle”
- Redazione

- 4 ott 2017
- Tempo di lettura: 3 min
LAS VEGAS/SULLE ARMI I REPUBBLICANI FANNO MURO E IL PRESIDENTE MINIMIZZA

WASHINGTON. E' braccio di ferro in Usa tra democratici e repubblicani, come dopo ogni strage di massa, sull'opportu- nità di un giro di vite contro le armi facili. Un tema già diventato materia di campa- gna elettorale per il voto di midterm del 2018, come lo sarà poi per le presiden- ziali del 2020. "Parleremo di legge sulle armi più avanti", ha detto ai cronisti Donald Trump, lasciando un apparente spi- raglio per il futuro ma con- fermando di fatto la linea dettata ieri dalla Casa Bianca dopo il massacro di Las Vegas: "Ora non è tem- po di dibattiti politici". Trump ha poi liquidato l'as- salitore come una persona "molto malata, un demen- te", dimenticando però che in febbraio ha firmato la controversa abolizione dei controlli per l'acquisto di armi da parte di persone con disturbi mentali (Stephen Paddock ne aveva ben 42, anche se non risulta essere stato in cura).
Appare comunque difficile che possa fare concessioni ai danni della Nra, la potente lobby delle armi in prima fila nel- la sua nella corsa alla Casa Bianca.
"Impossibile: sarebbe la fine di tutto", assicura il suo ex chief strategist Steve Bannon, ora dirigente del sito di ultrade- stra Breitbart, secondo cui la sua base elet- torale reagirebbe malissimo. Se anche vo-
lesse, comunque, glielo impedirebbero i repubblicani, che controllano il Congres- so. Lo ha fatto capire lo speaker della Camera Paul Ryan, che ha rilanciato l'ap- pello all'unità e alla preghiera, ma non ha proposto alcuna nuova legge più restritti- va sulle armi. Certo, ora per il Grand Old Party è difficile far passare le sue due proposte di legge in direzione contraria, en- trambe sostenute dalla Nra.
Ryan è stato costretto infatti a conge- lare quella che allentava le norme sui si- lenziatori, mentre rimane nel limbo quel- la per consentire alle persone con il per- messo di portare armi nascoste di usarlo anche in altri Stati.
I democratici insistono per una legge più severa, che rafforzi i controlli su chi compra armi, per ora eludibili se l'acqui- sto è fatto da privati, online o in una fiera. La leader dell'opposizione al Senato, Nan- cy Pelosi, ha chiesto a Ryan una commis- sione ad hoc. Incalzano anche le star del- lo spettacolo e i media. "477 giorni. 521 stragi di massa. Nessuna azione da parte del Congresso", titola il New York Times pubblicando un calendario degli ultimi due anni, in cui almeno 585 persone sono sta- te uccise e 2.156 sono state ferite in stragi di massa. Eppure negli ultimi anni è cre- sciuto il numero di quanti sono a favore di una legge più restrittiva sulle armi (55%).
E su alcune possibili correzioni ci sono ampie convergenze bipartisan, come i controlli obbligatori anche per chi ac- quista armi non in negozio o restrizioni per i malati di mente. Ma i dati statistici diffusi dalla Cnn dipingono un'America ancora fortemente divisa su questo terre- no, in modo a volte anche trasversale.
Il 42% delle persone possiede un'ar- ma o vive con qualcuno che ne ha, mentre due terzi dei possessori di armi ne detie- ne più di una. Ha un'arma oltre il 40% di chi si dichiara repubblicano, ma c'è an- che un 20% di democratici.
Il 74% dei possessori di armi lo ritie- ne un diritto essenziale al suo senso di li- bertà e quasi la metà cita come principale ragione la "protezione" (nel 1999 indica- va invece la caccia). Inoltre solo il 32% dei repubblicani vede la violenza da armi da fuoco come un "grande problema" e il 57% è convinto che leggi più severe non inciderebbero sulle stragi di massa.
















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