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Trump guasta le celebrazioni



PARIGI/GELO CON IL PRESIDENTE MACRON, OGGI BOICOTTERÀ IL FORUM DEI LEADER

PARIGI. Un Trump furioso è piombato ieri mattina all’Eliseo con il volto scuro e la mascella stretta, postumi del violento tweet contro Macron lanciato venerdì sera atterrando a Parigi. Il presidente francese lo ha placato solo in parte, andando poi a rinfrancarsi a nord di Parigi da una Angela Merkel rassicurante. La cancelliera è apparsa decisamente più immersa del collega americano nel clima di commemorazione voluto da Emmanuel Macron per celebrare i 100 anni dall’armistizio della Grande Guerra. Sembrano trascorsi anni da quando - 16 mesi fa - il neoeletto Macron con Brigitte ospitarono per il 14 luglio Trump e Melania per due giorni di vera luna di miele, fatta di abbracci, sorrisi e cene a lume di candela. Un affetto che Trump non ha perso occasione di ricordare a più riprese con gratitudine. Ma che ormai appunto pare un ricordo lontano dopo che clima e ambiente, nucleare iraniano, commercio e multilateralismo hanno visto gli ‘amici’ Donald e Emmanuel sempre schierati su fronti opposti. Venerdì sera a far andare su tutte le furie Trump erano state dichiarazioni del suo omologo di Parigi sulla necessità che l’Europa migliori la sua difesa per proteggersi da “Cina, Russia e anche dagli Stati Uniti”. “Insulti molto pesanti - aveva twittato Trump scendendo dall’Air Force One a Orly - forse l’Europa dovrebbe prima pagare la sua parte alla Nato, che gli Stati Uniti sovvenzionano ampiamente”. All’arrivo ieri mattina all’Eliseo, Macron - negli ultimi tempi affaticato e provato dai dati sulla popolarità sempre più a picco - ha fatto del suo meglio per calmare il capo della Casa Bianca, cercando il contatto con la mano, con il braccio, ma un Trump imbronciato gli ha dato poca corda. Poi, qualche minuto di scambio per riconciliarsi: “Celebriamo l’amicizia fra i nostri popoli, i nostri eserciti e la straordinaria solidarietà che c’è fra noi che siamo fra gli alleati di più antica data”, ha esordito Macron, dando poi corda alla controparte: “Ovviamente condivido le parole di Trump sulle capacità strategiche europee e su un’Europa che faccia più peril fardello comune della Nato”. Trump è apparso un po’ più disteso: “Apprezzo molto queste parole sulla condivisione del finanziamento della difesa. Noi auspichiamo un’Europa forte”, ha aggiunto. Ma ci deve essere “equità”, ha invocato, perché gli Usa si fanno carico delle spese per la difesa europea ma “c’è un limite” e “altri devono mettere mano al portafogli”. L’arrivo all’Eliseo di Melania, ricevuta da Brigitte, il successivo pranzo a 4, hanno soltanto in parte riportato il clima giusto: senza una spiegazione convincente (le condizioni meteorologiche che impedivano all’elicottero di decollare hanno persuaso pochi) Trump ha annullato la prevista visita a un cimitero americano a nord di Parigi e si è trincerato fino a sera nella sua ambasciata. Oggi il suo programma, al di fuori della parte protocollare della cerimonia all’Arco di Trionfo, prevede la partecipazione al pranzo di lavoro all’Eliseo, durante il quale dovrebbe incontrare “brevemente e informalmente” Vladimir Putin. Poi lascerà Parigi, boicottando il Forum per la pace voluto per i 72 capi di stato e di governo invitati da Macron. Il presidente francese si è quindi tra- sferito a Compiegne, a nord della capitale, per un pomeriggio meno ostico, al fianco di Angela Merkel, per un omaggio inedito - dal 1945 - di un leader francese al fianco di un tedesco sul luogo in cui, in un vagone ferroviario, fu firmato l’armistizio. L’Eliseo ha voluto in questi giorni sottolineare il valore “altamente simbolico” dell’iniziativa, ponendola a fianco dell’immortale immagine del 1984 a Verdun, Francois Mitterrand ed Helmut Kohl mano nella mano. Sobri, cappotto blu scuro per Macron, abito nero per Merkel, i due leader hanno a lungo camminato fianco a fianco, dopo un tenero saluto della cancelliera che ha sfiorato con la sua guancia quella del giovane presidente. Il programma, che questa entra nel vivo delle celebrazioni, è proseguito ieri con una cena al Museo d’Orsay preceduta da una visita della mostra in cartellone, dedicata a Picasso. Erano assenti una ventina di leader, che arriveranno soltanto questa mattina: fra questi, Sergio Mattarella. Presente, fra gli altri, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.


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