Trump indigna il mondo
- Redazione

- 13 gen 2018
- Tempo di lettura: 3 min
IMMIGRAZIONE/REAZIONI FURIOSE OVUNQUE PER LA FRASE “QUEI CESSI DI PAESI”

NEW YORK. Ancora una volta Donald Trump fa infuriare il mondo intero, aumentando il suo isolamento sul piano internazionale e alimentando quello che oramai è più di un sospetto: la sua inclinazione a posizioni razziste e xenofobe, come nelle ultime ore hanno accusato le Nazioni Unite.
Dall'Africa all'America Latina si solleva un'onda di indignazione senza precedenti. Proprio come quella provata dai membri del Congresso - repubblicani e democratici - presenti nello Studio Ovale quando il tycoon è sbottato sulla questione immigrati, pronunciando l'ennesima frase shock: "Ma perchè gli Stati Uniti devono continuare ad ac- cogliere questa gente da questo cesso di Paesi?". Il riferimento era in particolare ad Haiti, El Salvador e ad alcuni Paesi africani, quelli da cui provengono le famiglie scappate da disastri na-urali e che gli Sati Uniti hanno accol- to garantendo loro lo status di protezione. Quello status che ora Trump vuole eliminare mettendo in grave disagio e difficoltà centinaia di migliaia di persone.
A raccontare per primo quanto accaduto durante il meeting svoltosi attorno alla scrivania presidenziale è sta- to il Washington Post, che ha raccolto le testimonianze di alcuni dei presenti mettendo in gravissimo imbarazzo la Casa Bianca, la cui reazione è stata in ordine sparso. Il presidente, come al solito su Twitter, ha negato di aver mai usato l'espressione 'shithole countries', pur ammettendo di aver usato 'Un linguaggio duro". Dai suoi più stretti collaboratori invece zero commenti. Ma neanche smentite, segno - scrive qualcuno - di un nervosismo sempre più dilagante nell'inner circle del tycoon, in cui nessuno sembra oramai capace di arginare le intemperanze del presidente. In rivolta anche gran parte della diplomazia Usa, i cui rapporti con la Casa Bianca sono oramai ridotti ai minimi termini. Il rapporto col segretario di stato Rex Tillerson non è mai decollato e potrebbe definitivamente spezzarsi da un momento all'altro. E l'ambasciatore Usa a Panama intanto ha deci- so di lasciare spiegando di non poter più lavorare con l'amministrazione Trump.
Il Dipartimento di Stato avrebbe comunque inviato a tutto il personale sparso per il mondo istruzioni sulla linea da seguire nel caso in cui i gover- ni alleati dovessero chiedere spiegazioni. Nonostante la smentita di Trump ("la prossima volta dovrò registrare gli incontri"), a confermare tutto ci ha pen- sato il senatore democratico Dick Dur- bin, descrivendo in tv il gelo calato attorno al tycoon dopo le sue parole, e la reazione sdegnata anche di alcuni espo- nenti repubblicani come il senatore Lindsay Graham, definito dal rivale "molto coraggioso". "Nessun presidente era mai ricorso a certe espressioni nella storia della Casa Bianca. Ha utilizzato - ribadisce Durbin - parole piene di disprezzo, abiette e razziste, e le ha ripetute più volte". Del resto Trump non è nuovo ad exploit simili: lo scorso anno sempre a proposito di Haiti disse che tutti coloro che arrivavano dall'isola caraibica hanno l'Aids.
Così come gli immigrati dalla Nigeria che - rincarò la dose - "difficilmente torneranno nelle loro capanne". Al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite intanto gli ambasciatori dei Paesi africani si sono riuniti d'urgenza, mentre il segretario generale Antonio Guterres ha invitato a rispettare sem- pre e ovunque i diritti e la dignità degli immigrati. L'Unione africana si è detta quindi "allarmata", bollando le parole di Trump come "inaccettabili". Ma la sparata del tycoon agita l'establishment repubblicano, preoccupato soprattutto in vista delle elezioni di metà mandato, quando a novembre sarà rinnovata gran parte del Congresso.
Oltre al fatto che quanto accaduto po- trebbe compromettere ogni sforzo per realizzare una riforma dell'immigrazione che negli ultimi giorni sembrava a portata di mano. Lo speaker della Camera Paul Ryan così sintetizza lo stato d'animo del partito: "Parole spiacevoli e inutili".
















Commenti