Trump invita soltanto i fan
- Redazione
- 12 lug 2019
- Tempo di lettura: 2 min
CASA BIANCA\TWITTER, FACEBOOK E GOOGLE ESCLUSI DAL SUMMIT SUI SOCIAL MEDIA

WASHINGTON. Donald Trump organizza alla Casa Bianca un “grandissimo e importantissimo” summit sui social media invitando i suoi incendiari fan del web ed escludendo le maggiori società internet, come Twitter, Facebook, Google, accusate di censurare le voci conservatrici. E’ stato lo stesso tycoon ad annunciarlo, spiegando che il tema centrale sarà “l’enorme disonestà, pregiudizio, discriminazione e rimozione praticata da certe compagnie”, e minacciando che “non consentiremo loro di passarla liscia ancora per molto”. Poi se l’è presa con i ‘Fake News media’, profetizzandone il fallimento per carenza di credibilità quando lascerà la Casa Bianca (tra sei anni, o forse 10 o 14, ha scherzato). Ma è la stessa sorte che toccherà anche ai social media, ha avvisato, prima di tornare ad autocele- brarsi come “un vero genio stabile, di bell’aspetto e intelligente”. Il presidente chiama così a raccolta il suo esercito di paladini sul web in vista delle elezioni del 2020, quelli che lo han- no difeso a spada tratta, che hanno diffuso teorie cospirative, fake news, slogan, video manipolati, a cui ha attinto a piene mani. E lancia l’ennesima offensiva contro i social media che, applicando le proprie regole contro la diffusione della disinformazione, dell’odio, della violenza e del razzismo, hanno oscurato molte voci conservatrici. Il timore è di perdere terreno sul web, che era stato trainante nella sua vittoria del 2106. Tanto che già a maggio la Casa Bianca aveva lanciato l’iniziativa “Condividi la tua storia”, per consentire a chi si sen- tiva vittima di una ingiusta censura di segnalare l’episodio. Nel recente passato il presidente ha intimidito ripetutamente i social, evocando anche cause e monitoraggi. Nella lista dei partecipanti ci sono James O’Keefe, fondatore del progetto di destra Project Veritas, gli attivisti pro Trump Bill Mitchell e Charlie Kirk, mentre al cartoonist Ben Garrison P stato ritirato l’invito dopo le critiche alle sue vignette antisemite. Presenti anche gruppi con- servatori come Heritage Foundation e Turning Point Usa. “Più una conferenza stampa che un summit”, ha commentato Joan Donovan, direttrice della Technology and Social Change Research Project all’ Harvard’s Shorenstein Center. “Molti dei partecipanti sono apertamente partigiani e riunirli insieme significa chiedere che possano restare sulle piattaforme online anche se violano i termini del servizio”, ha aggiunto. “Il presidente vuole che le piattaforme servano alla sua agenda politica e i recenti cambiamenti hanno ridotto la quantitB di influenza a sua disposizione”, le ha fatto eco Jennifer Grygiel, docente alla Syracuse University. “Penso che l’iniziativa sia una opportunità per ringraziare la comunità che è stata al fianco del presidente in questi ultimi tre anni e chiedere il suo aiuto nella prossima battaglia elettorale”, ammette lo stratega digitale repubblicano Eric Wilson. In effetti nessuno ha beneficiato più di Trump dei social, di cui peraltro è uno dei maggiori clienti: dal maggio 2018, la sua campagna ha acquistato oltre 10 milioni di pubblicità su Fb, più di ogni altro gruppo o candidato.
















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