Trump si prepara allo show
- Redazione

- 30 gen 2018
- Tempo di lettura: 2 min

ATTESA PER IL SUO PRIMO DISCORSO AL CONGRESSO SULLO STATO DELL’UNIONE
WASHINGTON. Un altro test per Donald Trump a poche ore dalla prova dell’intervento a camere riunite al Congresso per il consueto discorso sullo stato dell’Unione: a precederlo infatti ci si attende la decisione su eventuali nuove sanzioni alla Russia per interferenze nelle elezioni 2016. Un passaggio fastidioso per il presidente americano, che da sempre tiene una posizione altalenante sul riconoscimento delle ingerenze di Mosca, mentre resta fermissimo sulla sua posizione sul Russiagate: “Non c’è collusione!”, ha ripetuto più volte. Intanto lascia il numero due dell’Fbi - che guida un filone dell’inchiesta sui presunti contatti dell’entourage di Trump con Mosca - Andrew McCabe, che ha anticipato l’addio al Bureau previsto per metà marzo, quando sarebbe andato in pensione. Lo stesso McCabe verso il quale nelle ultime settimane erano montate le critiche da parte di alcuni repubblicani che dubitavano della sua imparzialità. Era stato inoltre al centro di indiscrezioni di stampa secondo le quali Trump, convocandolo per affidargli la guida pro tempore del bureau investigativo dopo il licenziamento di James Comey, gli aveva chiesto per chi avesse votato alle presidenziali. La Casa Bianca ha smentito tali indiscrezioni. E adesso dice che sulla decisione di McCabe di lasciare, il presidente non c’entra nulla. Mentre fonti di stampa, tra cui la Cnn, riferiscono che l’uscita di scena anticipata per McCabe sia giunta direttamente su invito del direttore dell’Fbi, Christopher Wray. Nel frattempo il Tesoro deve agire in scadenza del termine fissato da una legge del Congresso per varare nuove sanzioni e si parla già di una “Putin list”, scrive il Financial Times, che indica “le figure politiche e gli oligarchi più significativi” dell’inner circle del leader del Cremlino, dettagliando la loro vicinanza al presidente e la ricchezza netta di queste persone e delle loro famiglie sulle quali pendono sanzioni, così come contro entità che fanno affari con i settori della difesa e dell’intelligence russa. Questo mentre il presidente preferirebbe tenere gli occhi puntati sul messaggio preparato per il suo primo stato dell’Unione. I temi li ha anticipati lo stesso Trump: “Ci abbiamo lavorato sodo, abbiamo coperto molti temi. Compreso il nostro grande successo con i mercati e con il taglio alle tasse”, ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti. “E’ un discorso consistente, un discorso importante, si parla di immigrazione. E per molti anni hanno parlato di immigrazione, ma non hanno mai concretizzato nulla, noi lo faremo, speriamo. Deve essere bipartisan perché i repubblicani non hanno i voti in alcun altro modo, quindi deve essere bipartisan. Ma auspicabilmente i democratici si uniranno di modo che si possa davvero fare qualcosa, sul Daca e sull’immigrazione in generale”. Trump ha quindi aggiunto che si tratterà di “un discorso molto importante sul commercio”, specificando che l’obiettivo è un “commercio reciproco”. Ed equo. Cresce intanto la lista dei membri democratici del Congresso che hanno deciso di boicottare l’intervento del presidente in aula, mentre le donne dem - in testa la leader della minoranza Nancy Pelosi - vestiranno di nero in solidarietà con il movimento #metoo. I democratici hanno poi affidato la consueta replica al discorso ad un loro astro nascente, il deputato del Massachusetts Joe Kennedy, 37enne pronipote del presidente Jfk.
















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