Trump teme la recessione
- Redazione
- 20 ago 2019
- Tempo di lettura: 2 min
IL PRESIDENTE VALUTA UN TAGLIO DELLE TASSE SUGLI STIPENDI E RIATTACCA LA FED

WASHINGTON. Un taglio temporaneo del carico fiscale sugli stipendi di milioni di americani per dare una scossa ai consumi e arrestare il rallentamento dell’economia: è l’idea che sta circolando in questi giorni alla Casa Bianca dove i più stretti collaboratori e consiglieri economici del presidente Donald Trump, preoccupati dal rischio di una nuova recessione, starebbero studiando una eventuale proposta da presentare al Congresso. La discussione sarebbe ancora in una fase iniziale e riguarderebbe la cosiddetta “payroll tax” che colpisce il 6,2% della busta paga per finanziare i programmi assistenziali e previdenziali del Medicare e della Social Security. Un precedente risale all’amministrazione Obama che tagliò l’imposta al 4,2% fino al 2013 per favorire la ripresa dopo la grande crisi.Scosso dalla prospettiva di una recessione proprio nell’anno della campagna elettorale, Trump ieri ha continuato ad attaccare la Fed. “La nostra economia è molto forte nonostante l’orrenda mancanza di visione di Jay Powell e della Fed. I tassi della Fed dovrebbero essere ridotti di un punto base” ha twittato il presidente sottolineando che con un taglio di tale entità l’economia americana andrebbe meglio così come quella globale. Gli analisti prevedono che la Fed ridurrà il costo del denaro in settembre di un quarto di punto. “La nostra economia è molto forte nonostante l’orrenda mancanza di visione di Jay Powell e della Fed. I democratici provano invece a dire che l’economia va male solo per motivi elettorali. Molto egoisti! Il nostro dollaro è così forte che sta facendo del male ad altre parti del mondo. La Fed, in un periodo limitato di tempo, dovrebbe tagliare i tassi di almeno un punto base e forse accompagnare il taglio con del quantitative easing” twitta Trump. “Se lo facesse la nostra economia starebbe anche meglio e l’economia mondiale sarebbe rafforzata per il bene di tutti”. Mentre continua il braccio di ferro commerciale con la Cina, un portavoce del ministero degli Esteri cinese ieri ha chiesto agli Stati Uniti di “passare ai fatti” sulla promessa di allentare le restrizioni sulle vendite delle società statunitensi al gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei. Le osservazioni del portavoce Geng Shuang sono arrivate dopo che Trump, ha ribadito domenica di non volere che gli Stati Uniti facciano affari con la Huawei. Geng ha dichiarato che la cooperazione economica e commerciale tra imprese cinesi e statunitensi è reciprocamente vantaggiosa. Secondo il portavoce, la parte statunitense ha promesso che avrebbe consentito alle aziende statunitensi di continuare a fornire prodotti a Huawei in occasione dell’incontro tra i capi di stato dei due Paesi al vertice del G20 a Osaka lo scorso giugno, esortando Washington ad adempiere alla sua promessa. “Quando e come gli Stati Uniti rispetteranno la propria promessa impatterà sulla reputazione e la credibilità degli Stati Uniti”, ha detto Geng durante una conferenza stampa di routine, aggiungendo che “il mondo sta guardando
















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