Trump valuta la proposta cinese
- Redazione

- 6 giu 2018
- Tempo di lettura: 2 min
DAZI/PECHINO METTE SUL PIATTO UN’OFFERTA D’ACQUISTO DI 70 MILIARDI DI PRODOTTI AGRICOLI ED ENERGETICI

NEW YORK. La guerra commerciale a tutto campo degli Stati Uniti si complica. La Cina mette sul piatto una nuova offerta: l'acquisto di 70 miliardi di dollari di prodotti agricoli ed energetici Made in Usa a patto che Donald Trump faccia marcia indietro sui dazi, che potrebbero scattare nei confronti di Pechino il 15 giugno.
Il presidente americano prende tempo per valutare l'iniziativa, lanciando allo stesso tempo un nuovo affondo sul Nafta: Trump punta a trattare accordi separati con Canada e Messico, cambiando repentinamente le carte in tavola e cogliendo di sorpresa i due alleati.
La partita dei dazi spacca anche la politica americana: molti fra i repubblicani sono contrari, e ad aumentare il pressing sul presidente a non procedere è anche la Business Roundatable, il gruppo di amministratori delegati guidati da Jamie Dimon.
‘’La sua preferenza ora è di trattare separatamente con Canada e Messico’‘ afferma Larry Kudlow, consigliere eco- nomico della Casa Bianca. Trump è infatti convinto che sia più facile e più ra- pido raggiungere accordi separati invece che sedersi al tavolo in tre e trattare. Ribadendo che Trump non intende abbandonare l'accordo di libero scambio del Nafta, Kudlow ammette che eventuali accordi bilaterali richiederebbero un an- nullamento del Nafta, in vigore da 25 anni. Canada e Messico già nei mesi scorsi si erano opposti all'ipotesi di trattati sepa- rati che rappresenterebbero, a loro avviso, una complicazione inutile.
Le parole di Kudlow alzano ancora di più la tensione, già alta dopo l'imposizione dei dazi americani sull'acciaio e l'alluminio che hanno spinto Canada e Mesico a varare misure ritorsive. Pronta ad agire contro l'amministrazione Trump anche la Cina, frustrata dalle divisioni all'interno dell'amministrazione sul commercio.
Nel corso dell'ultimo round di incontri, Pechino si è offerta di acquistare 70 miliardi di dollari di prodotti americani. Ma a una condizione: Trump deve rinunciare alla minaccia dei dazi.
Se il presidente non lo farà la proposta decadrà e una 'guerra’ commerciale, che già appare delinearsi all'orizzonte, diverrebbe più probabile. L'offerta cinese è accolta con scetticismo dalla Casa Bianca, convinta che non avrebbe alcun effetto sul deficit commerciale americano. In vista però delle elezioni di medio termine di novembre, la proposta di Pechino potrebbe es- sere considerata ben diversamente perchè va a vantaggio degli stati americani che hanno spinto Trump alla vittoria nel 2016, regalandogli la Casa Bianca.
Il vero nodo, difficile da accertare, è però se l'offerta è solo un impegno da parte della Cina o un obbligo vincolante. In questo ultimo caso per Trump sarebbe una vittoria, ma difficilmente potrà accertarlo prima di firmare un accordo e impegnarsi in primis a non far scattare i dazi.
















Commenti