Trump vuole un’inchiesta su Biden e il caso Ucraina Giuliani fa marcia indietro
- Redazione

- 12 mag 2019
- Tempo di lettura: 2 min

NEW YORK. Qui negli Stati Uniti la battaglia politica in vista della corsa alla Casa Bianca continua a colpi di inchieste, giudiziarie e parlamentari. L’ultima mossa è del presidente Donald Trump, che ha evocato un’inchiesta contro Joe Biden, attuale frontrunner dei democratici e quindi suo rivale numero uno.
L’ex vice presidente è finito nel mirino per aver fatto pressioni su Kiev, minacciando un taglio degli aiuti Usa per un miliardo di dollari, perché silurasse il corrotto procuratore generale che stava indagando sulla società energetica di un oligarca ucraino nel cui board sedeva proprio il figlio di Biden.
Violando la prassi che la Casa Bianca non deve intromettersi nell’amministrazione della giustizia, il presidente ha detto in una intervista a Politico che “certamente sarebbe una cosa appropriata” discuterne con l’attorney general William Barr, lo stesso che ora rischia di essere accusato di oltraggio al Congresso per non aver consegnato alla Camera il rapporto Mueller completo sul Russiagate.
Dichiarazioni fatte poco dopo che l’avvocato personale di Trump, Rudy Giuliani, aveva annunciato un controverso viaggio a Kiev per sollecitare il presidente eletto a perseguire un’inchiesta sui Biden. Ma Giuliani ha fatto marcia indietro e ha annullato la missione per evitare non meglio precisati “nemici del presidente”. Probabile invece che abbia capito l’effetto boomerang, dopo che i dem avevano paventato un uso politico della giustizia e il Washington Post aveva denunciato che Trump
“è già in collusione con un governo straniero nel tentativo di aiutare la sua campagna a creare storie negative su un suo potenziale rivale”.
Resta il rischio di un’inchiesta in Usa sollecitata da Trump, che ha già convinto Barr ad indagare sull’operato dell’Fbi nel Russiagate.
I democratici, che controllano la Camera, assediano intanto il presidente e la sua amministrazione con una raffica di mandati di comparizione per ottenere le sue dichiarazioni dei redditi, per reinterrogare il primogenito, per far deporre l’ex avvocato della Casa Bianca Donald McGahn, cui la presidenza - secondo le rivelazioni del New York Times - ha chiesto almeno due volte nell’ultimo mese di scagionare pubblicamente Trump dal sospetto di aver ostacolato la giustizia. Ma McGahn, uno dei testimoni chiave del rapporto Mueller, si è rifiutato.
La campagna per la Casa Bianca rischia di cambiare anche le celebrazioni per la festa del 4 luglio: Trump vuole trasferire i fuochi d’artificio dal Mall al West Potomac Park e fare un intervento dal Memorial Lincoln, trasformando l’Independence Day da una ricorrenza di tutti gli americani in un’altra versione di un suo comizio, accusa il Washington Post.
















Commenti