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Turismo/Avanti con il piano strategico in attesa del referendum

  • 23 nov 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


ROMA. Piano strategico, centralizzazione delle politiche di promozione turistica tra le regioni, lotta agli abusivi in attesa di quello che sarà un referendum decisivo per il settore. Il mondo del turismo, comparto che in Italia vale 171 miliardi di euro e cioè 11,8% del Pil e dà lavoro a 3,1 milioni di persone, si è riunito a Palazzo Giustiniani per fare il punto a chiusura di un anno ricco di traguardi, dalla stesura del piano 2017-2020 alla riforma dell' Enit, uniti ai dati in crescita (+3% nel 2015, arrivi stranieri a +4% nel 2015 con spesa in aumento del 5%). E si parte proprio dal referendum che toccherà anche il turismo, in quanto riguarda anche la riforma del Titolo V, legato alla distribuzione delle funzioni fra Stato e Regioni. "Bisogna riuscire a superare lo scoglio del referendum, bisogna che il 5 dicembre si volti pagina e si possa dire che l'Italia avrà una strategia naziona-e sul turismo" dice il sottosegretario al Turismo del Mibact Dorina Bianchi. Dello stesso parere anche Ignazio Abrignani, vice Presidente X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera: "La prossima riforma costituzionale vede realizzarsi un obiettivo da sempre perseguito dall'Osservatorio parlamentare del turismo di cui faccio parte: la promozione del Paese Italia riportata allo Stato e non più devoluta in mille rivoli alle Regioni". "Vediamo - dice il presidente di Fede-ralberghi, Bernabò Bocca - con grande favore un 'riaccentramentò delle competenze sul turismo a livello centrale. Questa competenza esclusiva sulle regioni, a parte creare delle disfunzioni, ha costituito sempre un alibi per tutti i governi che hanno sempre detto: sul turismo non possiamo intervenire altrimenti le regioni fanno ricorso alla Corte Costituzionale". Ma Bocca richiama anche l'at- tenzione sull'annoso problema dell'abusivismo, proprio nel momento in cui la questione Airbnb ha fatto la sua comparsa con l'ipotesi di una cedolare secca al 21% nella manovra: "Quando parliamo dei dati del turismo italiano di cosa parliamo? Parliamo delle pre- senze reali oppure includiamo anche il sommerso? C'è un abusivismo nel nostro Paese che si continua a ignorare: un 20-30% di presenze non rilevate". Al convegno è stato anche presentato il piano strategico per il turismo 2017-2020. "Finalmente - spiega il direttore turismo del Mibact Francesco Palumbo - abbiamo un piano che riconosce che il settore pesa per ben oltre il 10% del Pil e quindi merita un politica economica specifica". A raccontare l'ultimo anno di intensa trasformazione dell'Enit il consigliere Fabio Maria Lazzerini: "Non siamo ancora perfetti ma ci stiamo lavorando. E non siamo mai stati fermi, nonostante le difficoltà. È stato un po’ come ristrutturare una casa, continuando ad abitarci dentro". Durante il convegno è stato presentato anche il Rapporto sulla Programmazione regionale turistica 2016, che dimostra come le politiche in Italia siano molto diverse tra loro e come alcune regioni (la metà) non abbiano nessun piano. "Per evitare che un documento così ampio e bisognoso di un continuo aggiornamento possa diventare in poco tempo obsoleto sarebbe auspicabile - dice il presidente di Federturi- smo Gianfranco Battisti - far diventare questa presentazione un appuntamento annuale attraverso il riconoscimento istituzionale del Rapporto da parte del Mibact".


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