Tutti i misteri di Lanzalone
- Redazione

- 17 giu 2018
- Tempo di lettura: 2 min
STADIO CAPITALE/AL CENTRO DELL’INCHIESTA IL RUOLO DEL “SUPERCONSULENTE”

ROMA. Si muove sempre sull’asse Parnasi-Lanzalone l’inchiesta della Procura di Roma sul nuovo stadio della Roma. Da un lato l’imprenditore pronto ad attuare una sistematica attività di finanziamento alla politica del tutto trasversale e dall’altra il superconsulente ingaggiato dall’am- ministrazione comunale guidata dai Cinquestelle che, in pochi mesi, ha allargato a dismisura la sua area di competenza diventando il “mister Wolf”, il risolvi problemi, della giunta guidata dalla Raggi.
“Noigiàvistiamodandounamano su un milione di cose gratis et amore Dei. Noi abbiamo ricevuto una cosa da una sola persona che si chiama Virginia Raggi e che mi ha nominato nel Cda di Acea”.
Così si esprime al telefono Lanzalone lamentandosi con un suo collaboratore dei favori richiesti da un assessore del Campidoglio. Poche parolefinitenellecartedell’indagineutili adescriverelacomplessitàdelrapporto instaurato tra l’amministrazione comunale e colui che è stato per mesi un “consulente de facto”. Proprio su questo aspetto venerdì la sindaca è statachiamatadaipmachiarirelagenesi del rapporto con l’avvocato ligure. “Me l’hanno presentato Bonafede e Fraccaro”, ha ribadito la Raggi che in questa vicenda resta, al momento, persona informata sui fatti.
Dal canto suo, il ministro della Giustizia ha reagito con “forte irritazione” per alcuni titoli di giornali che parlano di una sua “imposizione” della figura di Lanzalone al Comune di Roma. Ieri, intanto, si è svolto un
incontro tra gli inquirenti per fare il punto dopo la prima tornata di interrogatori e l’audizione del primo cittadino. Non è escluso che già la prossima settimana possa proseguire l’attività istruttoria con nuovi interrogatori degli indagati, a cominciare da quello di Giovanna Malagò, presidente del Coni, che ha chiesto di essere convocato a piazzale Clodio per chiarire la sua posizione.
Intanto entro l’inizio della settimana prossima il gip Maria Paola Tomaselli deciderà sulle istanze di scarcerazioni presentate dall’ex assessore regionale del Pd, Michele Civita e dallo stesso Lanzalone.
Alla luce della decisione del gip, l’ex numero uno diAcea, chiederà di essere sentito dai titolari dell’indagine dopo l’interrogatoriodigaranziasvolto venerdì in cui ha sostanzialmente respinto ogni addebito. Entro la fine della prossima settimana, i difensori di Parnasi presenteranno istanza al tribunale del Riesame, dopo che venerdì ha scelto il silenzio davanti al gip meneghino. “Parlerà con i pm di Roma”, fanno sapere dal collegio difensivo. Chi indaga è pronto a chiedergli del “sistema di finanziamento” a partiti, onlus e organizzazioni messo su negli ultimi anni. Nelle carte spunta anche la Fondazione Eyu, legata al Pd, che pubblica la rivista “Eyu Europe Youth Utopia”. Il gruppo Parnasi, nel febbraio scorso, avrebbe effettuato versamentipercirca200milaeuro(più Iva) in favore della fondazione. Una cifra che si avvicina ai 250 mila euro che il costruttore, tramite una sua società, avrebbe dato all’associazione “PiùVoci”consideratavicinaallaLega. Ma i soldi, a leggere le intercettazioni, erano garantiti a politici di tutti gli schieramenti. In un’intercettazione il costruttore elenca delle quote: “Scrivi: Ferro 5, Minnucci 5, Agostini 15, Mancini 5, Polverini 10”.
La conversazione sul finanziamento ad esponenti politici prosegue e Parnasi indica altri nominativi e quote da corrispondere: “Francesco Giro 5 (5000 euro), Ciochetti 10 (10 mila euro), Buonasorte 5 (5000 euro)”.
In un passaggio Parnasi precisa: “Domani ‘c’ho’ un altro meeting dei Cinque stelle, perché pure ai Cinque Stelle gliel’ho dovuti dare”.
















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