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Tv/Quasi al traguardo nuove norme Ue valide anche per Netflix



BRUXELLES. Arrivano due nuovi tasselli per completare la revisione delle regole Ue sui prodotti culturali, dalla tv ai libri, e adattarle alla rivoluzione digitale. Con il voto dell'Europarlamento, Netflix e i servizi di video ‘on demand’ dovranno garantire almeno il 30% di film e serie 'made in Europe', non solo ‘blockbuster’ Usa, mentre si estendono le tutele per i minori già in vigore nella tv analogica - dalla pubblicità ai contenuti violenti - alle piattaforme online. All'Ecofin, invece, è passato l'atteso taglio dell'Iva per ebook e giornali digitali, fissando il principio che un libro o un quotidiano sono tali a prescindere dal supporto su cui sono pubblicati, con la soddisfazione degli editori di Fieg, Enpa e Aie. Dopo l'accordo raggiunto a fine aprile, l'Europarlamento ha formalizzato l'ok alla nuova direttiva sull'audiovisivo, che aggiorna anche le regole sulla concentrazione degli annunci pubblicitari. Viene così introdotto un tetto per fasce, con un 20% complessivo di spot 'spalmabile' nella fascia 6-18 e poi in quella prime time 18-mezzanotte. Alle tv tradizionali viene inoltre garantita l'integrità del segnale, ossia il divieto da parte delle smart tv di modificare o aggiungere opzioni a quanto trasmesso in analogico, come la possibilità di registrare programmi sul cloud. Le piattaforme di video su richiesta, come Netflix e iTunes, dovranno non solo avere in catalogo almeno il 30% di produzioni europee ma anche dar loro adeguata visibilità. E scatterà anche un contributo alle produzioni cinematografiche europee sia tramite investimenti diretti in contenuti o via contributi ai fondi audiovisivi nazionali, in modo proporzionale ai ricavi ottenuti in quel Paese o legati al Paese del pubblico cui si rivolgono. Sul fronte della protezione dei minori viene vietata, come già in tv, la sponsorizzazione di prodotti dannosi per la loro salute e il teleshopping. Scatta ugualmente il divieto di contenuti pedopornografici, violenti, di odio e terrorismo, esteso anche alle piattaforme di videosharing o livestreaming come Youtube, Facebook o Instagram. Tutti, inoltre, dovranno mettere in piedi un sistema di segnalazione e rimozione dei contenuti pericolosi. Ora manca solo l'ok formale dei 28 e le nuo- ve regole entreranno in vigore entro fine anno. I paesi avranno 21 mesi per trasporle nella legislazione nazionale. Dopo oltre un anno di stallo dovuto al blocco di Praga legatoto a un altro dossier sulle frodi, è anche stata adottata la riforma dell'Iva per ebook e pubblicazioni digitali, di cui era stato strenuo sostenitore l'ex ministro della Cultura Dario Franceschini. I 28 hanno dato il via libera a un sistema che consentirà ai singoli stati di decidere se applicare un'aliquota ridotta (minimo 5%), super-ridotta (sotto 5%) o zero alle pubblicazioni elettroniche, consentendo queste due ultime tipologie a quei paesi che attualmente già la applicano alle pubblicazioni cartacee. Questa decisione è un "forte messaggio", ha sottolineato il presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti, in quanto, ha affermato il presidente dell'Enpa Carlo Perrone, "incoraggerà gli editori ad andare avanti con importanti investimenti". "L'Europa", ha ricordato il presidente dell'Aie Ricardo Franco Levi, "segue la direzione presa dall'Italia, che dal primo gennaio 2015 ha scelto di applicare l'Iva al 4%".


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