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Uccide ladro: è caos politico



LEGITTIMA DIFESA/RIVENDITORE DI GOMME SPARA A MOLDAVO ENTRATO NEL SUO CAPANNONE

MONTE SAN SAVINO (Arezzo). Cinque colpi sparati con una pistola Glock 9x21 detenuta per difesa personale e custodita nei locali dell'azienda. Tre vanno fuori, due a segno: uno causa una ferita lieve a un piede, l'altro prende una gamba e potrebbe esser stato quello mortale ma lo dirà meglio l'autopsia. Intanto il ladro, moldavo di 29 anni, da due mesi in Italia è morto sul piazzale. Un suo complice è scappato e viene cercato. Fredy Pacini, proprietario della rivendita di pneumatici che ha sparato, ora è indagato dalla procura per omicidio colposo per eccesso colposo in legittima difesa. Un modo per dire in termini legali e verbosi che il gommista potrebbe aver esagerato a sparare quando ha scoperto l'intruso. L'inchiesta ad Arezzo è appena aperta. A Roma il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha dichiarato che lui sta con Pacini. "Dopo il Decreto Sicurezza, arriverà in Parlamento la nuova legge sulla Legittima Difesa", ha annunciato dicendo anche: "Io sto con chi si difende, entrare con la violenza in casa o nel negozio altrui, di giorno o di notte, legittima l'aggredito a difendere se stesso e la sua famiglia. La mia solidarietà al commerciante toscano, derubato 38 volte in pochi mesi: conti su di noi!". Salvini cerca Pacini ma il gommista è scosso, è sotto choc, non se la sente di parlare con nessuno e fa intervenire uno dei suoi legali. All'avvocato Alessandra Cheli, Salvini chiede come sta il commerciante e la incarica di riferirgli la vicinanza delle istituzioni. Nei prossimi giorni i due si sentiranno. All'esterno della ditta campeggiano cartelli messi dai paesani con l'hashtag 'Io sto con Fredy': in serata membri del gruppo su Fb sono 10.700, di tutta Italia. Intanto, una fiaccolata "di sostegno" "e non a favore o contro qualcuno o qualcosa" è stata già organizzata per domani a Monte San Savino (Arezzo) dall'associazione locale 'Orizzonti comuni 52048'. Lo ha spiegato sempre Cheli, che è amica del commerciante e abita nel paese aretino. La fiaccolata sarà "di solidarietà" e comprende anche una raccolta fondi, come si legge sul sito Fb dell'associazione. Però, la morte del ladro sembra un evento annunciato. Da quattro anni Fredy Pacini vive dentro il capannone con la moglie. Ci mangia, ci dorme, ci lavora. In un soppalco ha ricavato camera, angolo cottura, un piccolo soggiorno. Ai giornali locali lo aveva detto: "Dormo in ditta per difendere il mio lavoro dai ladri". E così ha fatto lasciando a una figlia la comoda casa nel centro del Paese. Gomme e bici da lusso sono prede ambite dai ladri che possono ricettarle bene. La notte alle 4 Pacini è stato svegliato da un rumore, era il moldavo Vitalie Tonjoc che entrava dopo aver rotto una porta a vetri. Dal primo piano che affaccia sull'interno officina, Pacini ha visto una sagoma e ha sparato verso il basso cinque colpi dei 17 che può avere il caricatore della sua Glock. Spari tirati senza troppa mira. Secondo una ricostruzione dei carabinieri il moldavo, colpito, è cascato a terra, si è alzato, è uscito e ha tentato la fuga ma una trentina di metri dopo si è accasciato. Lo stesso Pacini ha chiamato il 112, quindi i carabinieri hanno avvisato il 118. Per il 29enne non c'è stato modo di salvarlo ed è spirato. E se ci sia stata legittima difesa la giustizia lo dirà. "Siamo fiduciosi - affermano i legali - Questo è un caso di legittima difesa, Fredy Pacini ha la coscienza a posto".


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