Ucciso e gettato in un sacco
- 31 mar 2018
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MESSICO/TROVATOIL CORPO DI UN 37ENNE VENETO.ACCANTO UN CARTELLOCON SCRITTO ‘LADRO’
PAVIA. Il corpo di un broker pavese chiuso in un sacco nero lasciato a Tlaltizaplan, nel sud del Messico, città a un centinaio di chilometri dalla capitale Città del Messico. Accanto al cadavere un cartello con la scritta (in spagnolo): "Questo mi è successo per essere un ladro". Alberto Villani, 37 anni, nato a Valencia, in Spagna, e residente a Pavia con la giovane compagna, 28 anni, originaria di El Salvador, e due figli piccoli (di 4 anni e 4 mesi), è stato ucciso con due colpi di pistola alla testa. Un delitto dal movente ancora misterioso, sul quale sta ora indagando la polizia messicana. Gli investigatori, in particolare, sembrano concentrare le loro attenzioni sui rapporti di lavoro che l'intermediario finanziario pavese aveva in Messico. Villani si era recato nel Paese centroamericano per seguire un affare che stava conducendo insieme ad alcuni soci messicani: con loro aveva costituito una società finanziaria, che doveva occuparsi anche della realizzazione di alcuni uffici. Non è escluso che il broker abbia pagato con la vita alcune complicazioni legate a questo affare. Ma non si escludono a priori anche altre piste, come la possibilità che sia stato vittima di una rapina. La polizia messicana ha scoperto che la valigia e gli effetti personali dell'uomo erano spariti dall'albergo di Cuautla, la località dove Villani risiedeva. Le ricerche dell'uomo sono scattate dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla sua convivente, Astrid Rodriguez, che ha detto di averlo sentito l'ultima volta al telefono la sera del 20 marzo. Il corpo è stato ritrovato lunedì scorso, 26 marzo. Dopo il ritrovamento del cadavere, è stata avvisata l'ambasciata italiana in Messico, che ha subito informato la Farnesina. L'inchiesta viene seguita in Italia dalla Procura di Roma. Nei prossimi giorni potrebbero recarsi in Messico alcuni investigatori della polizia giudiziaria di Roma. Villani era partito per il Messico lo scorso 23 febbraio. Sarebbe dovuto rientrare in Italia già verso la metà di marzo, ma in una telefonata aveva spiegato alla sua convivente che doveva restare nel Paese centroamericano ancora per alcuni giorni per seguire da vicino l'affare nel quale era impegnato. "Lo sentivo al telefono quasi tutti i giorni, mi sembrava assolutamente tranquillo - ha spiegato Astrid Rodriguez -. Più volte mi ha detto che con il lavoro non c'erano problemi. Si sarebbe dovuto fermare qualche giorno più del previsto: d'altra parte aveva un biglietto di ritorno 'aperto' sino alla fine di marzo". Il 20 marzo "mi ha chiamato dall'aeroporto di Città del Messico - ha aggiunto -: era andato all'ufficio finanziario per cambiare dei soldi. Da quel momento non l'ho più sentito". All'inizio della prossima settimana le autorità messicane dovrebbero concedere il nullaosta per la rimozione del corpo dell'intermediario pavese, che verrà trasferito a Valencia, sua città natale, dove sarà tumulato. I vicini di casa, in via Olevano (una zona vicina al centro di Pavia), hanno subito cercato di sostenere Astrid rimasta sola con due bambini piccoli. "È una tragedia inspiegabile - ha commentato un anziano che abita nella stessa via -. Lui mi sembrava un uomo tranquillo: era molto legato alla famiglia, lo si vedeva ogni tanto in giro con il cane".
















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