Ucciso imprenditore italiano
- Redazione

- 3 ago 2018
- Tempo di lettura: 2 min

VENEZUELA/L’UOMO, ELIO JOSÈ SIMONELLI DATELLIS, COLPITO A MORTE DAI SEQUESTRATORI MENTRE TENTAVA LA FUGA
ROMA. Un tentativo di sequestro è finito in tragedia per un italiano residente in Venezuela. L'uomo, Elio José Simonelli Datellis, è rimasto ucciso in circostanze ancora da chiarire: forse colpito a morte dai sequestratori mentre tentava la fuga, durante uno scontro a fuoco con la polizia.Simonelli Datellis, 45 anni di origini molisane, era un noto uomo d'affari, proprietario fra l'altro di alcuni magazzini della Nestlé nello stato di Aragua, nel nord del paese, oltre ad una fabbrica di cemento. Secondo una ricostru- zione apparsa sul giornale locale El Universal, l'imprenditore è stato prelevato da un commando mercoledì mattina, intorno alle 8 locali, al suo arrivo in una carrozzeria di sua proprietà, nella città di Maracay. I rapitori lo hanno spinto dentro un camion e si sono dati alla fuga. Il fratello dell'imprenditore, che si trovava nelle vicinanze, non ha pensato su- bito ad un rapimento, nonostante avesse notato movimenti sospetti. La vittima, però, sarebbe riuscita a chiamarlo con il cellulare, prima di essere messo dentro al camion, permettendogli di ascoltare il concitato dialogo con i sequestratori. Così il fratello di Simonelli ha iniziato a inseguire il veicolo del commando armato, nell'affollata Avenida Fuerzas Aereas, ma sfortunatamente ne ha perso le tracce. Ed in quel momento ha contattato le autorità. A questo punto, secondo altre ricostruzioni della stampa venezuelana, la dinamica potrebbe essere stata questa: la polizia raggiunge il veicolo della banda ed ingaggia uno scontro a fuoco. Simonelli cerca di approfittarne per darsi alla fuga ma viene raggiunto da un colpo di arma da fuoco all'addome, sparato dai sequestratori, durante una colluttazione. Ma per questo bisognerà attendere la versione ufficiale dalle autorità. In Molise è comprensibile lo stato di shock per la morte di Simonelli, che era originario di Toro, in provincia di Campobasso. Anche perché lo scorso novembre altri due molisani, nonno e nipote, erano stati uccisi durante una rapina nel loro negozio di calzature. Il presidente onorario dell'associazione Auser 'Padre Giuseppe Tedeschì, Michele Petraroia, ha parlato di una "en- nesima vittima innocente", ed ha chiesto alle autorità italiane di "intervenire per tutelare la sicurezza dei tanti cittadi- ni con passaporto italiano che vivono in Venezuela", dove "tantissimi europei e in particolare italiani" sono vittime di sequestri perpetrati da "bande sanguinarie che terrorizzano il Paese in crisi economica e sociale".
















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