Un accordo anti shutdown
- Redazione

- 8 feb 2018
- Tempo di lettura: 2 min
RAGGIUNTA L’INTESA BIPARTISAN PER EVITARE UN’ALTRA PARALISI GOVERNATIVA

WASHINGTON. Con l’ombra di un nuovo shutdown del governo federale che incombe su Washington, il Senato degli Stati Uniti ha raggiunto un accordo bipartisan sul budget che potrebbe scongiurare un’altra paralisi dell’amministrazione federale. E possibilmente aprire la strada al superamento dell’impasse al Congresso che ha innescato un braccio di ferro politico fino al coinvolgimento della Casa Bianca e del presidente Trump in persona.
L’intesa è stata annunciata proprio in questi termini dai leader della maggioranza repubblicana al Senato Mitch McConnell e della minoranza democratica Chuck Schumer. Un primo passo, appunto, che deve tuttavia superare il muro alzato alla Camera dall’ala progressista dem guidata dalla leader Nancy Pelosi ma anche da quella conservatrice tra i repubblicani.
In particolare, la prima chiede un impegno allo speaker, il repubblicano Paul Ryan, per un dibattito voltoasciogliereilnodosull’immigrazione.Ovvero i fondi per il “muro” e la sicurezza delle frontiere. L’accordo - con l’obiettivo di tradurlo in tempi rapidi in testo quindi in legge alla firma del presidente - prevede un aumento dei limiti di spesa in aree ben precise. Stando ai primi dettagli trapelati si tratta 315 miliardi in due anni, fino a tutto il 2019. Di questi circa 90 miliardi sarebbero stanziati in aiuti per le vittime di disastri naturali, come i recenti uragani che hanno devastato intere aree del Paese.
Uno dei capitoli più consistenti riguarda poi la spesa militare, da cui l’intervento del capo del Pentagono in persona, James Mattis, chiamato a commentare l’accordo in sala stampa alla Casa Bianca. Un altro shutdown del governo federale “sarebbe molto dannoso” per i militari americani, “paralizzerebbe quello che facciamo”, ha sottolineato Mattis, dicendosi quindi “ottimista” per un superamento dell’impasse alla luce del lavoro fatto a Capitol Hill.
La Casa Bianca “plaude” agli sforzi, parla di passi avanti, “ma dobbiamo vedere cosa c’è nel testo finale” spiega la portavoce Sarah Sanders.
Che però alle domande su quello shutdown evocato nuovamente dal presidente Donald Trump in persona glissa e rimanda la palla nel campo democratico: “Lo shutdown lo hanno voluto loro”.
Sta di fatto che con l’intesa annunciata ieri il Senato ha in un certo senso “bypassato” il presidente e disatteso le sue indicazioni per giunta, se si considera che martedì aveva tuonato: “Ben venga lo shutdown” se non si riuscirà a trovare un accordo con i dem per risolvere i problemi legati all’immigrazione.
Ieri però Trump ha richiamato nuovamente
l’attenzione sull’Fbi e le ombre gettate sull’indipendenza del bureau federale, twittando: “I nuovi sms dell’Fbi sono una bomba!”.
Si tratta di uno scambio di messaggi fra due agenti dell’Fbi risalente al settembre 2016 da cui emergerebbero presunte pressioni da parte dell’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama per aggiornamenti sull’inchiesta circa le email di Hillary Clinton, allora candidata democratica per la presidenza Usa.
















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