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Un anno fa moriva Eco



IN SUO ONORE SPECIALI E NUOVE EDIZIONI. DA RAI CULTURA A ‘PAPE SATAN ALEPPE’ NEI DELFINI BESTSELLER

ROMA. Era allergico a celebrazioni e ricordi ma a un anno dalla morte, avvenuta il 19 febbraio 2016, non può passare sotto silenzio il primo anniversario della scomparsa di Umberto Eco tra speciali, come il documentario di Rai Cultura con introduzione di Paolo Mieli, e nuovi arrivi in libreria. Per La nave di Teseo è appena uscito ‘Non sperate di liberarvi dei libri’, il profetico e oggi attualissimo manifesto di Eco, con Jean-Claude Carriere, dedicato ai libri e alla lettura. Inoltre, a un anno esatto dalla prima pubblicazione della Nave di Teseo, l’ultimo libro di Eco, Pape Satàn Aleppe - uscito poco dopo la sua morte e in corso di pubblicazione in 25 paesi - torna e inaugura la nuova collana di tascabili di gran formato, I Delfini best seller. E Morcelliana pubblica il piccolo volume ‘Con l’aria di scherzare. Ritratti’ dedicato a Eco e al suo amico teologo e biblista Paolo De Benedetti, morto l’11 dicembre 2016, a cui è ispirata la figura del redattore esperto di giudaismo Diotallevi ne ‘Il pendolo di Foucault’. Chiudono il volume, con premessa della pedagogista Maria De Benedetti, due frammenti di Valentino Bompiani raccolti con il titolo ‘Paolo De Benedetti e Umberto Eco’. Rai Cultura dedica all’autore de ‘Il nome della rosa’ lo speciale ‘L’Alter Eco. Umberto, lo storico delle idee’ di Giovanni Paolo Fontana, in onda oggi alle 22.00 su Rai Storia per il ciclo ‘Italiani’. Oltre all’introduzione di Mieli ci sono le testimonianze di alcuni suoi amici come il fisarmonicista Gianni Coscia, anche lui di Alessandria, coetaneo e compagno di scuola di Umberto con cui ha scritto la canzone inedita ‘La radio a tarda sera’ che eseguirà nel documentario con la sua fisarmonica. L’editore Mario Andreose che racconta il lungo rapporto, di oltre 35 anni, nato in Bompiani, con l’autore de ‘Il nome della Rosa’ e la nascita, con Elisabetta Sgarbi, poco prima della morte di Eco, della casa editrice La nave di Teseo’. “Conoscevo la sua severità, il suo rigore e oltretutto sapevo che lui aveva fatto il mio mestiere prima di me. Aveva la capacità di varcare i confini e di esplorare cose nuove” dice Andreose. C’è poi il multimediologo Danco Singer, ideatore con Eco del Festival della Comu- nicazione e della Encyclomedia, la prima grande enciclopedia multimediale. “Umberto - dice Singer - aveva capito cosa sarebbe stata la multimedialità attraverso uno schermo. Nessuno prima di allora l’aveva mai immaginato”. Il pittore e disegnatore Tullio Pe- ricoli, che per decenni ha tratteggiato il volto di Umberto Eco, ricorda quando lo scrittore gli scrisse, il 14 giugno del 1977, per avere l’originale di una vignetta apparsa sul Corriere della Sera che gli era particolarmente piaciuta. “Non potrei certo ricambiare con un dattiloscritto al regalo del disegno. Nella migliore delle ipotesi avrebbe un valore d’antiquariato solo tra alcuni secoli, diciamo dopo l’Apocalisse” scrive Eco a Pericoli che conserva ancora quella lettera. Ricordi anche del semiologo Paolo Fabbri che dice di Eco “era capace in qualunque cosa: scrivere romanzi, giocare a giochi complicati, logici, o scrivere rapidissimamente voci d’Enciclopedia su concetti fondamentali”.


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